08.02.2018

Esenzione IMU per terreni ubicati nei comuni montani: sentenza della Corte Costituzionale ribadisce che il tributo va versato

La Corte Costituzionale con la sentenza del 2 febbraio (sentenza n.17) ha rigettato le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, del Decreto Legge n. 4/2015, sollevate dal TAR del Lazio, riguardante l’esenzione dall’IMU per gli anni 2014 e 2015 dei terreni ubicati nei comuni classificati totalmente montani o parzialmente montani, in quest’ultimo caso se posseduti e condotti da CD e  IAP, di cui all’elenco predisposto dall’ISTAT.
 
Il TAR del Lazio sollevava la questione di legittimità costituzionale per lesione del principio della riserva di legge ex art. 23 Cost., in quanto i criteri di versamento dell’IMU - per quegli anni - sarebbero stati decisi con atto amministrativo, appunto l’elenco ISTAT, anziché con legge ordinaria come previsto dal suddetto art. 23 Cost. secondo cui nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge ( e non quindi con un atto amministrativo).

La Consulta ha rigettato la questione di legittimità costituzionale poiché la norma censurata si sarebbe limitata a rinviare a un elenco preesistente, da qui l'erroneità del presupposto interpretativo del TAR, dato che il legislatore non avrebbe attribuito all'ISTAT alcun potere discrezionale in merito, limitandosi a recepire l’elencazione quale presupposto per l'esenzione dall'IMU.

L’inammissibilità delle questioni poste alla Corte Costituzionale comporta che la norma impugnata era ed è pienamente valida ed efficace, e pertanto risulta dovuto il tributo per gli anni 2014 e 2015 secondo le regole allora vigenti.
 
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