08.05.2019

Giansanti: "Apprezzamento per proposta CED di un tavolo con le forze politiche sul futuro tecnologico di Roma"

Un tavolo con tutte le forze politiche per progetti comuni per il futuro di Roma: è la proposta del presidente del Centro di Economia Digitale (CED) Rosario Cerra, espressa in una sua intervista ad Andrea Bassi, apparsa oggi sul quotidiano “Il Messaggero”.
“Condivido ed apprezzo le parole di Cerra che – ha detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti che è anche componente del board del CED - non vuole fare in questa fase proprie proposte ma ascoltare le forze politiche e comprendere se si può ipotizzare un progetto unitario. Un percorso operativo che, come Confagricoltura, facciamo nostro e al quale diamo il massimo supporto”.
“Roma – ha concluso Massimiliano Giansanti - ha bisogno di proposte concrete e condivise per un rinnovamento che investa anche le infrastrutture tecnologiche e che coinvolga la città in tutte le sue caratteristiche e specificità, compresa quella di essere il più grande comune agricolo d’Europa”.
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Di seguito il testo dell’articolo su Il Messaggero dell’8 maggio 2019:
L'intervista. Rosario Cerra «Tutti i partiti attorno a un tavolo per Roma»
L'INIZIATIVA DEL CED, PARLA IL PRESIDENTE: L'OBIETTIVO E TROVARE PROGETTI COMUNI PER IL RILANCIO DELLA CAPITALE»
Le risposte già sarebbero arrivate. E sarebbero positive. Dopo quello voluto dall'ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, a breve potrebbe vedere la luce un nuovo tavolo per Roma. «Ma questa volta», spiega Rosario Cerra, presidente del Centro Economia Digitale, il think tank nel cui board siedono il ministro dell'Economia Giovanni Tria, l'ex preside della facoltà di economia della Sapienza, Giuseppe Ciccarone e quello di Roma 3, Silvia Terzi, e che sta organizzando l'iniziativa, «sarà diverso».
In cosa sarà diverso? «Le iniziative tentate fino ad oggi le potremmo definire di proposta. L'oggetto del nostro tavolo, invece, saranno gli stessi partecipanti al tavolo».
Che significa? «Noi vogliamo chiamare a discutere del futuro di Roma i decisori politici. Al tavolo vogliamo che siedano e discutano coloro che hanno o che avranno una responsabilità politica sulla Capitale. Dai partecipanti uscirà il prossimo gruppo dirigente della città, l'idea è che si riesca a trovare un comune denominatore, una visione condivisa del futuro della città da attuare, ci mancherebbe, con le diverse politiche che ogni partito proporrà».
Avete invitato tutti? «Sì, tutti i principali partiti, dalla Lega al Pd, da Forza Italia ai Cinque Stelle. Tutti».
Vi aspettate risposte positive? «Certo, e anche a breve».
Non è un compito arduo far discutere parti politiche tanto litigiose, persino quelle che governano insieme come Lega e Cinquestelle? «Non è nostra intenzione entrare nell'arena della competizione politica. Per questo abbiamo deciso di organizzare il lavoro in modo da farlo finire dai 4 ai 6 mesi prima di qualsiasi elezione politica. E anche di entrare nel vivo della discussione solo dopo le elezioni europee».
Da dove si partirà? «Lo definiremo con i partiti. Ma ci sarà sicuramente una prima fase analitica con un confronto tra Roma e le principali Capitali europee. Ci sono alcune cose, come i modelli istituzionali da riconoscere a una città come Roma sui quali credo che il minimo comun denominatore tra i partiti sia più semplice da trovare». (Andrea Bassi)