Il Cortile Interno

Dal portone principale, oltrepassato un breve androne con pavimento in laterizio a spina di pesce, si entra nel cortile rettangolare. Al centro del lato minore, e precisamente quello di fronte all’entrata, stemma della Valle.

Il cortile presenta un ordine di arcate poggianti su colonne di marmo e granito grigio provenienti da edifici dell’antica Roma. Le arcate sono cinque nei lati maggiori e tre nei lati minori. Le colonne hanno basi e capitelli in marmo che recano come decorazione fasce con rosette, palmette e frutti. Nei pennacchi, tra le arcate, medaglioni di porfido e marmi colorati. Agli angoli del cortile quattro robusti pilastri di travertino il cui capitello è costituito da fasce con rosette.

Nei piccoli capitelli che sostengono le crociere delle volte del porticato si alternano rosette, festoni, cornucopie, maschere e stemmi della Valle con insegne vescovili ed uno sormontato da cimiero.

Le sedici finestre del primo piano (cinque nei lati lunghi, tre in quelli minori) che si affacciano sul cortile, recano una scritta in latino (Andrea della Valle, vescovo di Mileto) e si alternano a nicchie che originariamente ospitavano delle statue, tra cui tre di Bacco reggente un grappolo d’uva, secondo una descrizione del 1554. Alcune statue ed altre importanti antichità furono trasferite a Villa Medici e poi a palazzo Pitti a Firenze e nei Musei Capitolini.

Al secondo piano le primitive arcate sono ora trasformate in finestre; sopra, una cornice su mensole e un muro in mattoni.

Ai lati della scala si notano due portali con lo stemma cardinalizio e, a sinistra, i locali adibiti a stalle (tracce lasciate dai mozzi delle ruote sono ancora visibili su alcune colonne).

La cultura umanistica del Cardinale e il suo profondo amore per l’arte lo spinsero a raccogliere una collezione di sculture e rilievi antichi, unica a Roma in quel tempo, che vennero collocati nei cortili e nelle stanze dei palazzi della famiglia. Ciò è testimoniato in particolare dall’architettura delle facciate del cortile di palazzo della Valle dove numerose nicchie si alternano alle bucature del piano nobile e l’altezza dei fregi si dilata rispetto ai canoni classici per accogliere rilievi marmorei.

L’asportazione dalle nicchie delle statue - vendute nel 1584 a Ferdinando de’ Medici che le trasportò nella sua villa sul Pincio - ed un malinteso restauro del 1941, durante il quale si operò la completa stonacatura delle facciate interne, conferiscono oggi al cortile un aspetto rustico, privo di tinteggiatura con cortina a vista, che certo non era nelle intenzioni del Cardinale. Alla bicromia originaria si preferì una scialbatura color mattone per consentire di apprezzare la trama della cortina muraria.