14.12.2012

Sui diritti di impianto vitivinicoli sguardo attento al negoziato dopo il "Gruppo di alto livello" di oggi a Bruxelles

A conclusione della riunione del Gruppo di Alto Livello sul regime dei diritti di impianto vitivinicoli che si è tenuta quest’oggi a Bruxelles, il presidente di Confagricoltura Mario Guidi ha commentato le conclusioni del gruppo, guardando al futuro della non facile trattativa.
 
“Dalla riunione odierna che conclude i lavori del Gruppo sono indubbiamente emersi alcuni aspetti positivi, grazie anche al contributo della delegazione italiana – ha detto Guidi - Si è preso nota che la maggioranza degli Stati membri e degli stakeholder appoggiano una proroga del regime attuale dei diritti di impianto oltre il 2015 e che una maggioranza dei componenti del Gruppo sono propensi non ad una liberalizzazione tout court (come espresso in più occasioni anche dal Parlamento europeo e da ultimo oggi dal Presidente della Comagri Paolo De Castro) ma a prendere in considerazione un sistema di regolazione delle produzioni vitivinicole”.
 
“La questione – ha proseguito il presidente di Confagricoltura – è ora quella di affrontare nel merito gli aspetti indicati dal Gruppo nelle conclusioni di oggi. L’entità della ‘clausola di salvaguardia’, che deve consentire una limitata espansione degli impianti; i criteri per concedere le autorizzazioni, che come lo stesso Gruppo ha indicato debbono essere obiettivi e non discriminatori, l’entrata in vigore del nuovo regime ed il periodo di transizione: riferimenti temporali importanti  che Confagricoltura chiede di gestire al meglio con particolare attenzione alla questione dei titoli “in portafoglio”.
 
“A questo punto – ha concluso Guidi – chiediamo al Parlamento europeo ed ai Ministri dell’UE di proseguire il lavoro, migliorando le ipotesi oggi sul tappeto nell’interesse dei nostri vitivinicoltori.”