06.12.2012

"Una Pac forte per un'Europa piu' unita". Il presidente Guidi al convegno del PD 'La nuova politica agricola comune per l'Italia'

“E’ partita una gara al ribasso da parte degli Stati membri sul bilancio europeo e sullo stesso disegno dell’Europa unita.” Lo ha detto oggi il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, intervenendo al convegno del PD “La nuova politica agricola comune per l’Italia”.
 
“Oggi, con ormai 28 Stati membri – ha sottolineato il presidente Guidi – l’Europa sta destinando meno risorse all’agricoltura rispetto a quando era composta da soli quindici Paesi. Un evidente paradosso, che si spiega solo con le difficoltà in cui si dibatte l’Europa tra le “strette” ai bilanci nazionali e la scarsa fiducia per una crescita duratura e stabile. E’ per questo che gli Stati (ancora di più Stati nazione e sempre meno Stati federati in Europa) hanno abbandonato il principio della solidarietà finanziaria per seguire rigore ragionieristico del dare/avere”.
 
“Si corre il rischio – ha continuato il presidente di Confagricoltura - di delegittimare la Pac e di rinazionalizzarla per lasciare spazio a Bruxelles ad altre politiche ritenute, a torto, più efficaci per rilanciare la crescita e l’occupazione, mentre è evidente quanto invece convenga investire in agricoltura che, da quando si è inasprita la crisi economico finanziaria, ha avuto un trend positivo in valore aggiunto e occupazione”.
 
Parallelamente al capitolo del bilancio si sta svolgendo il negoziato sugli strumenti della Pac. “Su questo versante - ha detto Mario Guidi - si sono fatti passi avanti, con un monumentale sforzo emendativo del Parlamento europeo, che è ancora in corso e sta dando i suoi frutti in termini di miglioramento della proposta della Commissione”.
 
Ma ci sono anche aspetti della proposta della Commissione che non convincono Confagricoltura. A cominciare dall’evidente pregiudizio contro le imprese di maggiore dimensione, fisica ed economica.
 
“E’ giusto penalizzare quelle strutture professionali che già oggi sono impegnate nel settore e favorire chi pratica l’agricoltura solo come attività integrativa e con ridotto impatto sull’economia e l’occupazione del Paese?”- Ha domandato il presidente Guidi. “Quello che noi vogliamo per l’Italia è una Pac per le imprese vere e ‘professionali’, dotata di risorse e strumenti che servono davvero a ‘coltivare il futuro’ della nostra agricoltura e del nostro Paese”.