06.03.2014

Food, Guidi al convegno Nestlé: “Far crescere la cultura ma anche la reputazione del buon cibo”

“Il cibo è cultura, benessere ed anche reputazione. Ne sono perfettamente convinto”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, intervenendo oggi al convegno promosso da Nestlè su “Agric(u)ltura: innovazione e nuove idee per il futuro (giovane) del made in Italy”, dove è stato presentato lo studio sulla Food Reputation Map.  Un modello innovativo, messo a punto in collaborazione con i ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma, utile a misurare in modo scientifico il grado di reputazione che ha ogni alimento.
 
“Penso alla frutta ed alla verdura, che fanno parte della cultura alimentare, che fanno bene alla salute come avallano anche la comunità scientifica e gli educatori alimentari – ha spiegato -. Ma che reputazione hanno questi preziosi cibi, ad esempio, nei confronti dei bambini? Cosa si può fare perché entrino nel loro gradimento? Ecco la Food Reputation Map può aiutare a migliorare il rapporto con il consumatore della filiera agroalimentare”.
 
“Il made in Italy agroalimentare, in generale – ha posto in evidenza Guidi - ha reputazione, gradimento, credibilità altissimi agli occhi dei consumatori stranieri,  tanto che cresce l’export agroalimentare, salito di quasi il 5% rispetto al 2012; mentre l’export complessivo è addirittura sceso dello 0,1%”.  
 
“Come ha posto in luce il report di Nestlè, le aziende agricole italiane si stanno orientando verso prodotti di qualità ad alto valore aggiunto ed in 5 anni è aumentata la quota di superficie agricola destinata a queste produzioni – ha concluso il presidente di Confagricoltura - L’agricoltura è già protagonista della green economy proprio tramite le innovazioni di prodotto e di processo (si pensi all’enorme sviluppo delle rinnovabili), tramite i progetti di sostenibilità che le aziende stanno portando avanti attivamente. Avviamo quindi una cultura della reputazione agroalimentare, che sappia cogliere  lo sviluppo della filiera tra tradizione e modernità”.