09.11.2017

Ecomondo, Food 2030. Giansanti: "Dall'innovazione culturale delle filiere agroalimentari passa il processo di crescita sostenibile del Paese"

“Il percorso di crescita dell’agroalimentare, sui binari indicati da Bruxelles con il programma ‘Food 2030’, non può che essere svolto in sintonia, rafforzando le aggregazioni tra i produttori e le relazioni tra i diversi attori settoriali. Le filiere sono fondamentali, valgono complessivamente 280 miliardi di euro e rappresentano il 17% del PIL nazionale. Devono essere il perno dello sviluppo tracciato a livello comunitario su tre assi di sostenibilità: ambientale, sociale, ma anche economica”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, nel suo intervento alla tavola rotonda su “Agrifood 2030, l’importanza delle filiere”, svoltasi a Ecomondo a Rimini.
 
Il dibattito si è tenuto nell’ambito della giornata di approfondimento su ‘Food 2030’, promossa da Confagricoltura in collaborazione con Ecomondo, Federalimentare Servizi, Enea ed Università di Bologna, che è stata introdotta dal rappresentante della DG Ricerca della Commissione europea, Massimo Burioni.
 
'Food 2030' è il programma europeo  su  ricerca e innovazione per i istemi alimentari del futuro, che ha come obiettivi di: aumentare la produttività e la qualità; rendere ancor più circolare l’economia alimentare; digitalizzare e promuovere l’open innovation ed i nuovi contenuti e metodi formativi; armonizzare ed allineare le politiche della ricerca europea e degli Stati Membri. In particolare il programma si focalizza su grandi aree tematiche prioritarie: la nutrizione per diete sostenibili e salutari; i sistemi alimentari ambientalmente sostenibili e resilienti; i sistemi alimentari circolari ed efficienti nell’uso delle risorse.
 
“L’obiettivo tracciato dal programma 'Food 2030' – ha osservato Giansanti - non può che essere quello di rafforzare la competitività di aziende agricole e di filiere agroalimentari, che producono, commercializzano e vendono i loro prodotti con un rinnovato impegno per l’ambiente, la sicurezza alimentare, la salute ed il benessere”.
 
“Ci deve essere, nelle filiere agroalimentari, una nuova consapevolezza produttiva – ha spiegato Giansanti -. Bisogna fornire più cibo per una popolazione mondiale in aumento, ma con meno impatto sull’ambiente, adattandosi ai cambiamenti climatici, puntando sulla circolarità, sull’innovazione e sull’uso ottimale delle risorse; per questo parliamo di crescita sostenibile. L’obiettivo è coniugare produttività, sostenibilità e competitività. Per far ciò leve fondamentali sono l’innovazione tecnologica e digitale, così come il web ed i nuovi canali di vendita e-commerce”.
 
“L’innovazione deve essere anche culturale, per rafforzare le aggregazioni grazie ad un gioco di squadra delle filiere, non tirando una coperta corta da una parte o dall’altra – ha concluso il presidente di Confagricoltura -. Bisogna superare dialettiche e contrapposizioni che sono sterili, agendo, finalmente, in modo coeso per un unico e comune obiettivo, che è quello di portare il made in Italy nel mondo”.