20.10.2017

Aperti i lavori del “Global Food Forum” sull’EU Food Systems. Interventi di Madre, Giansanti, De Castro

Si sono aperti questa mattina, nella magnifica location del Castello di Collalto, a Susegana, in provincia di Treviso, i lavori del Global Food Forum (GFF) 2017, l’iniziativa ideata nel 2016 da Farm Europe, “think tank” europeo attivo nell’agroalimentare. 
«L’ambizione del GFF - ha detto nel suo intervento il presidente di Farm Europe, Yves Madre - è di continuare sulla strada intrapresa lo scorso anno, per fare network e per discutere le principali problematiche inerenti il sistema agroalimentare dell’UE, promuovendo una visione comune e veramente europea del settore».
Il GFF ed i lavori preparatori in sede Farm Europe costituiscono, infatti, un’occasione unica per i leader di tutta Europa per sedersi intorno ad un tavolo e per redigere assieme documenti di indirizzo, da condividere con i decisori politici.
«I lavori dello scorso anno – ha continuato Madre – sono stati determinanti per gli ottimi risultati raggiunti nel corso del negoziato sull’Omnibus. La questione fondamentale, che ci proponiamo quest’anno, è di approfondire come migliorare le performance economiche ed ambientali delle aziende agricole e, quindi, di tutta la filiera, convinti che non ci può essere sostenibilità ambientale senza sostenibilità economica, e viceversa. L’agricoltura europea è alla vigilia di una nuova rivoluzione, che dovrà tener conto degli equilibri dell’ecosistema. Ha bisogno, quindi, di una spinta forte da parte dei principali decisori Ue per cogliere tutte le opportunità, a partire da quelle fornite dall’innovazione tecnologica e di sistema».
«Siamo qui perché vogliamo discutere e riflettere liberamente, quali attori responsabili ed ambiziosi per il futuro del nostro settore - ha detto il presidente di Confagricoltura e del Global Food Forum, Massimiliano Giansanti -. Per portare un contributo concreto alla discussione sulle future scelte politiche».
«Tutti noi siamo convinti che l’Europa sia il quadro più opportuno per costruire il futuro. Per questo dobbiamo lavorare per un’agricoltura europea e perché la politica agricola comune rimanga la leva per costruire questo futuro».
Sono sempre di più gli orientamenti delle politiche europee che, al di là della PAC, hanno un impatto diretto ed immediatamente tangibile sulle imprese agricole ed agroalimentari. Il settore, prima di tutto economico, è anche al centro di problematiche sociali, scientifiche, ambientali, energetiche, nutrizionali o sanitarie. Per questo, a parere del presidente di Confagricoltura, c’è bisogno di «politiche semplici, intelligenti, con obiettivi chiaramente definiti e realmente comuni, che coniughino la competitività dei sistemi alimentari e la loro sostenibilità. Si tratta di un progresso ambientale irrinunciabile, però anche di un progresso economico, in vista di un avanzamento nella sovranità del nostro Continente. Tutti insieme dobbiamo lavorare per un made in Europe».
«Le catene di valore agricole ed ambientali - ha spiegato - sono anelli della stessa catena, e nessuno più di noi agricoltori è testimone di questa realtà cui quotidianamente contribuiamo. L’approccio economico, forte e coerente, deve costituire la guida del nostro cammino. Ma se l’ambizione deve essere forte è necessario che si basi prima di tutto su una rivoluzione tecnologica e digitale, già peraltro in corso nel nostro settore, ma che va accompagnata e sostenuta con politiche coerenti».
Sulla necessità di costruire una grande agricoltura europea si incentrato anche l’intervento del vice presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro.  «Ci attendono grandi sfide – ha detto – e la risposta a queste sfide non può che essere europea. L’agroalimentare è una grande opportunità per l’Europa: dobbiamo esserne convinti e sostenere questa convinzione in tutte le sedi istituzionali. In questo senso il contributo che Farm Europe potrà dare alle future scelte sarà determinante».