20.09.2017

Forum Unicredit, Confagricoltura: non c'è sviluppo sostenibile senza agricoltura

“Le imprese agricole nel breve e medio periodo dovranno confrontarsi sempre più con i temi legati alla produttività e sostenibilità, con l’obiettivo di garantire un regolare approvvigionamento di prodotti alimentari, mangimi e biomateriali e nello stesso tempo tutelare le risorse naturali. Non c’è dubbio che non si possa costruire una politica di sostenibilità ambientale senza gli agricoltori. Cibo e paesaggio sono intrinsecamente correlati e gli imprenditori agricoli svolgono ogni giorno diversi ruoli: sociale, ambientale e di sicurezza alimentare. Solo un’agricoltura attiva, competitiva e che produce reddito, a cui si offrono più opportunità che vincoli, sarà in grado di assicurare anche un idoneo presidio del territorio e dell’ambiente”. Lo ha detto Sergio Ricotta, presidente di Confagricoltura Lazio, intervenendo oggi alla tavola rotonda di Unicredit sullo sviluppo sostenibile, un’opportunità per imprese, finanza e istituzioni.
 
Confagricoltura ha messo in evidenza l’importanza di investire in ricerca applicata all’agricoltura, alla bioeconomia e all’economia circolare. “La spesa in ricerca agricola – ha sottolineato Ricotta - ha una alta efficienza: ogni euro investito oggi genererà, infatti, 10 euro di valore aggiunto entro il 2025. Un “ritorno” pari a dieci volte. Ma non solo. Con i circa 300 milioni di euro che l’Italia investe in ricerca agricola ogni anno, si possono creare quasi 10 mila posti di lavoro”. Un’attenzione dell’agricoltura non solo verso le questioni ambientali ma anche sociali e più in generale della valorizzazione dei territori.
 
Anche nel campo delle energie rinnovabili l’agricoltura può svolgere un ruolo fondamentale. L’utilizzo di residui e sottoprodotti delle attività agricole ed agroalimentari, per l’Organizzazione degli imprenditori agricoli,  deve essere promosso in modo da avere imprese sempre più competitive e creare nuovi posti di lavoro nelle zone rurali. La filiera agricola rappresenta una opportunità per il Paese per produrre biometano da utilizzare nei diversi usi (trasporti, termico, cogenerazione). Nell'ottica di valorizzare quanto più possibile le biomasse, anche la chimica verde può essere una fonte di integrazione del reddito.
 
In questa direzione Confagricoltura, in questi anni, ha contribuito alla stesura del quadro tecnico-normativo.”Abbiamo avviato – ha concluso Sergio Ricotta - diverse iniziative per sostenere la sostenibilità economica, ambientale e sociale delle imprese. Come il progetto sull’Agricoltura sociale, Ecocloud, Spighe verdi, Welfare index. E’ importante, infine, sottolineare che diffondere le buone pratiche tra gli imprenditori agricoli, per arrivare ad un modello integrato di gestione sostenibile, necessita di nuove competenze, nuovi strumenti e nuove figure professionali”.
 “Le imprese agricole nel breve e medio periodo dovranno confrontarsi sempre più con i temi legati alla produttività e sostenibilità, con l’obiettivo di garantire un regolare approvvigionamento di prodotti alimentari, mangimi e biomateriali e nello stesso tempo tutelare le risorse naturali. Non c’è dubbio che non si possa costruire una politica di sostenibilità ambientale senza gli agricoltori. Cibo e paesaggio sono intrinsecamente correlati e gli imprenditori agricoli svolgono ogni giorno diversi ruoli: sociale, ambientale e di sicurezza alimentare. Solo un’agricoltura attiva, competitiva e che produce reddito, a cui si offrono più opportunità che vincoli, sarà in grado di assicurare anche un idoneo presidio del territorio e dell’ambiente”. Lo ha detto Sergio Ricotta, presidente di Confagricoltura Lazio, intervenendo oggi alla tavola rotonda di Unicredit sullo sviluppo sostenibile, un’opportunità per imprese, finanza e istituzioni.
 
Confagricoltura ha messo in evidenza l’importanza di investire in ricerca applicata all’agricoltura, alla bioeconomia e all’economia circolare. “La spesa in ricerca agricola – ha sottolineato Ricotta - ha una alta efficienza: ogni euro investito oggi genererà, infatti, 10 euro di valore aggiunto entro il 2025. Un “ritorno” pari a dieci volte. Ma non solo. Con i circa 300 milioni di euro che l’Italia investe in ricerca agricola ogni anno, si possono creare quasi 10 mila posti di lavoro”. Un’attenzione dell’agricoltura non solo verso le questioni ambientali ma anche sociali e più in generale della valorizzazione dei territori.
 
Anche nel campo delle energie rinnovabili l’agricoltura può svolgere un ruolo fondamentale. L’utilizzo di residui e sottoprodotti delle attività agricole ed agroalimentari, per l’Organizzazione degli imprenditori agricoli,  deve essere promosso in modo da avere imprese sempre più competitive e creare nuovi posti di lavoro nelle zone rurali. La filiera agricola rappresenta una opportunità per il Paese per produrre biometano da utilizzare nei diversi usi (trasporti, termico, cogenerazione). Nell'ottica di valorizzare quanto più possibile le biomasse, anche la chimica verde può essere una fonte di integrazione del reddito.
 
In questa direzione Confagricoltura, in questi anni, ha contribuito alla stesura del quadro tecnico-normativo.”Abbiamo avviato – ha concluso Sergio Ricotta - diverse iniziative per sostenere la sostenibilità economica, ambientale e sociale delle imprese. Come il progetto sull’Agricoltura sociale, Ecocloud, Spighe verdi, Welfare index. E’ importante, infine, sottolineare che diffondere le buone pratiche tra gli imprenditori agricoli, per arrivare ad un modello integrato di gestione sostenibile, necessita di nuove competenze, nuovi strumenti e nuove figure professionali”.