01.02.2018

Fieragricola, Confagricoltura: "Il futuro della suinicoltura richiede strategie di filiera, aggregazione e valorizzazione del made in Italy"

“Gli allevatori di suini hanno chiuso un’annata positiva, per la ripresa dei listini, ma non devono abbassare la guardia e smettere di pensare al futuro del settore, anche perché c’è un deficit strutturale della produzione suinicola di 1 miliardo di euro. Bisogna aumentare la produzione, per soddisfare le richieste di mercato, valorizzando le Dop e investendo sull’export. Servono nuove strategie di aggregazione e valorizzazione dell’offerta e vanno introdotte innovazioni mirate alla competitività”. Lo ha sottolineato Guglielmo Golinelli (Confagricoltura) intervenendo a Verona, al convegno in Fieragricola sul futuro della suinicoltura italiana.
 
“Proprio nei momenti di condizioni favorevoli è necessario ripensare al domani – avverte Golinelli che è il rappresentante di Confagricoltura presso l’Osservatorio sul mercato della carne della DG Agricoltura della Commissione europea -. La via da seguire è quella dell’aggregazione per una concentrazione dell’offerta, che resta troppo frammentata, e per ottenere modalità più corrette di distribuzione del valore lungo la filiera suinicola. Anche sul piano della valorizzazione dell’offerta occorre fare di più, soprattutto sui mercati esteri; sono in corso iniziative di promozione del made in Italy, ma vanno incrementate”.
 
La crisi pluriennale ha segnato pesantemente il comparto. Si pensi alla consistenza del patrimonio suinicolo nazionale, passato dai 9 milioni e 100 mila capi del 2010 a 7,6 milioni di oggi. In particolare sono diminuite le scrofe, oggi 531mila rispetto alle 631mila del 2010. Sono aumentati al contrario del 50% i suinetti importati da paesi Ue. I dati, ad avviso di Confagricoltura, mostrano chiaramente che si è perso potenziale produttivo e questo indubbiamente non è positivo.
 
“Vanno messe in atto – ha detto, a margine dell’incontro, il presidente della Federazione nazionale di prodotto allevamenti suini di Confagricoltura Claudio Canali - misure specifiche per il settore suinicolo per aumentare la produzione e per contenere ancora di più i costi di produzione in maniera da migliorare la redditività degli allevatori: nuove tecnologie, miglioramento genetico, mangimistica evoluta, tecniche innovative per conformarsi ai sempre più stringenti requisiti in materia ambientale. È possibile dare un valido contributo in qualità di innovation broker tra allevatori e chi produce e distribuisce innovazione: centri di ricerca pubblici e privati, società che producono mezzi tecnici”.
 
“Bisogna puntare pure su nuovi comparti produttivi, come allevamento brado, biologico, antibiotic free, animal welfare, su cui c’è una forte richiesta del consumatore da soddisfare - ha dichiarato Guglielmo Golinelli -. L’aumento della produzione e della produttività  deve sposarsi poi a nuove relazioni di filiera, in un comparto dove l’elasticità del prezzo rispetto all’offerta è molto elevata e si deve evitare il rischio dei contraccolpi dovuti ai repentini cali delle quotazioni. Molto possono fare gli operatori della filiera per lavorare congiuntamente a costruire un mercato stabile, con regole chiare”.
 
Tra le considerazioni  espresse a latere da Canali, quelle sulla nuova CUN per la fissazione delle tendenze di prezzo in un’unica sede per l’intero mercato nazionale: “Dobbiamo lavorare tutti affinché questa innovazione – ha osservato – agevoli il mercato, lo renda più trasparente e vantaggioso per tutti e non sia invece un terreno di scontro di cui certo non abbiamo bisogno”.