11.10.2018

Ovicaprini, Confagricoltura: per uscire dalla crisi occorre riorganizzare il settore partendo dalla tracciabilità del latte

“Il comparto ovicaprino è fondamentale per l’economia, per i suoi prodotti caseari di prestigio, per il numero di occupati, ma anche per il mantenimento e lo sviluppo di moltissimi territori “difficili” della nostra Italia”. Lo ha detto Il presidente della Federazione nazionale ovicaprini di Confagricoltura Maurizio Podda, in occasione dell’incontro in Confagricoltura con l’onorevole Luciano Cadeddu della Commissione Agricoltura della Camera, il presidente della Confagricoltura della Sardegna Luca Maria Sanna, la presidente la SEP ovini del Lazio Marina Di Muzio e i dirigenti dell’Istituto Zootecnico Sperimentale di Lazio e Toscana che, a livello nazionale, ha la delega alla tracciabilità del latte ovino.
 
“Occorre riorganizzare il settore produttivo – ha rimarcato Podda - iniziando da un piano di tracciabilità del latte ovicaprino, così come cinque anni fa è avvenuto per quello bufalino. Serve una strategia di sistema, capace di integrarsi con la parte industriale, per permettere di rilanciare le produzioni, fissando obiettivi di quantità e qualità. In questo senso è fondamentale ridefinire un percorso comune per recuperare chiarezza e trasparenza sul latte prodotto, considerando che il reddito principale degli allevatori proviene in gran parte dal latte (72%), mentre le vendite di agnelli da latte o agnelli leggeri rappresentano solo il (21%)”.
 
Il settore rappresenta un importante patrimonio nazionale con più di 7 milioni 300 mila pecore, al quale si aggiunge un milione di capre. La popolazione ovina da latte è concentrata principalmente in Sardegna con 3 milioni e 300 mila capi e quasi 3 milioni litri di latte di cui il 60% viene destinato alle DOP casearie sarde.  Segue la Sicilia e le regioni dell’Italia centrale Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo.  Il 30% del latte ovino prodotto è destinato alla produzione di Pecorino DOP, leader nel commercio internazionale dei formaggi ovini.
 
“L’incontro – ha precisato Podda - è stato decisivo per tutta la filiera, perché ha permesso, insieme all’Istituto preposto alla materia, di approfondire e gettare le basi per il progetto di rilancio delle produzioni. Tracciabilità e trasparenza permetteranno di limitare le oscillazioni di prezzo che l’allevatore è costretto a subire da tempo, ma anche di attuare migliori integrazioni con i PSR e più attente e mirate campagne produttivo-commerciali e di immagine anche per le filiere locali”.
 
L’intervento del presidente Sanna ha concluso l’incontro sottolineando l’urgenza di un concreta dimostrazione d'impegno della politica nazionale affinché anche questo comparto produttivo rientri finalmente con il giusto peso nei piani di sviluppo dell'Agricoltura Italiana.