18.10.2018

A Ferrara l'agricoltura tra scienza e gusto il 20 e 21 ottobre

Meglio un uovo (sano) oggi che una gallina domani. Tuttavia, per garantire cibo, in quantità e qualità, alla popolazione mondiale che sfiorerà la soglia dei 9 miliardi di persone entro il 2050, l’agricoltore dovrà contare sempre di più sulla scienza. «Solo attraverso la ricerca innovativa e le tecniche più avanzate di miglioramento genetico (genome editing), capaci di dare un considerevole impulso alla produttività delle coltivazioni e di fare chiarezza sul reale valore nutritivo degli alimenti, potremo soddisfare la domanda crescente, garantendo al contempo la salubrità dei prodotti e la tutela dell’ambiente» spiega Pier Carlo Scaramagli, presidente di Confagricoltura Ferrara, che ha organizzato una due giorni dedicata alla cittadinanza dal titolo “Ferrara: L’Agricoltura tra Scienza e Gusto”, per raccontare l’agricoltura e la necessità di conoscere appieno il food che acquistiamo. 
Si parte sabato 20 alle ore 9.30 con il convegno “Le moderne biotecnologie per la sicurezza dell’uomo e dell’ambiente”, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara, organizzato in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Agricoltura, che vedrà la partecipazione di autorevoli ricercatori scientifici ed esperti di biotecnologia genetica e biofisica, oltre alla Senatrice a Vita, Elena Cattaneo e al Presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. Nel pomeriggio è previsto lo show cooking “Cibo, cultura, identità” (ore 16.30, Istituto Orio Vergani), alla scoperta del gusto dei prodotti tipici ferraresi. Domenica 21, alle ore 10, si terrà l’incontro sulle “Innovazioni tecniche: i nuovi confini dell’agricoltura”, con una tavola rotonda moderata dal direttore del Resto del Carlino Ferrara, Cristiano Bendin, mentre più tardi, alle ore 16.30, presso il Teatro Nuovo andrà in scena lo spettacolo, “L’Agricoltura sul Palcoscenico”, con monologhi di influenti oratori e le gag di due famosi comici ferraresi (info e prenotazioni: ferrara@confagricoltura.it). 
«I no ideologici alla scienza d’avanguardia e l’assenza di ricerca diminuiscono la capacità di innovazione delle imprese agricole e ne deprimono i risultati produttivi in termini qualitativi e quantitativi. Un messaggio chiaro che deve uscire e abbracciare la popolazione» ha sottolineato la presidente regionale di Confagricoltura, Eugenia Bergamaschi.