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Il covid-19 colpisce anche la filiera florovivaistica dell'agro pontino. A rischio oltre 2000 posti di lavoro
20.03.2020

Il covid-19 colpisce anche la filiera florovivaistica dell'agro pontino. A rischio oltre 2000 posti di lavoro

Il Lazio, e in particolar modo la provincia di Latina, è la regione con i più alti numeri di produzione di piante in vaso coltivate (circa 50 milioni di piante prodotte) 
 
Addio alla primavera per il florovivaismo dell’agro pontino. La stagione per eccellenza per il comparto, in cui si registra il maggior numero di vendite di piante e fiori, quest’anno è compromessa.
Si registra infatti un drastico calo degli acquisti e una forte riduzione delle pratiche di manutenzione dei giardini. L’88% del fatturato annuo che riguarda il comparto florovivaistico locale (50 milioni di piante) viene generato proprio tra la fine di febbraio e la fine di maggio.
E’ in questo periodo infatti che “sboccia” il meglio della produzione: gerani, surfinie, margherite, dipladenie, dalie, garofani, ortensie, rose.
Il prodotto in serra pronto per l’immediato deve avere un periodo di giacenza al massimo di 20/25 giorni, al termine del quale deve essere necessariamente distrutto nelle apposite discariche, con aggiunta di ulteriori costi.

Con il blocco totale delle vendite per le ulteriori misure di emergenza varate dal Governo, le aziende del settore rischiano di chiudere i battenti con inevitabili ripercussioni sul settore occupazionale (si stimano oltre 2mila addetti solo sul territorio di Roma e Latina).
I floricoltori del distretto Agro pontino e romano chiedono al governo e alla Regione Lazio misure forti a sostegno del reddito per quelle aziende che soffrono, già da oggi, di carenza di liquidità e che, visto il protrarsi dell'emergenza, vedrebbero peggiorare la propria situazione da qui ai prossimi giorni in modo irreversibile.