06.10.2017

Confagri Liguria: "E' ora di rinverdire le nostre città". Sgravi anche per il verde, come nell'edilizia

“La cura del verde pubblico – sottolinea Luca De Michelis, presidente di Confagricoltura Liguria - è primariamente un indice di civiltà perchè una buona amministrazione pubblica è consapevole dell’importanza che questo riveste nel quotidiano come nella spesa pubblica. Sono molteplici – continua il presidente di Confagricoltura Liguria - le implicazioni positive di un verde pubblico ben curato”.
 
Secondo la nota dell'Organizzazione il verde pubblico è risparmio energetico, salute pubblica, valorizzazione degli immobili, turismo, occupazione e tanto altro.
 
Risparmio energetico: in estate l’ombra delle alberature diminuisce l’assorbimento del calore dei palazzi riducendo il consumo elettrico a carico dei condizionatori. Al contrario in inverno le alberature a foglia caduca limitano l'azione del vento se poste a nord dell'edificio riducendo, di conseguenza i consumi energetici per il riscaldamento.
 
“Non di meno -  continua la nota di Confagricoltura - il verde come salute pubblica: ogni pianta in accrescimento necessita di due elementi fondamentali, l’acqua e l’anidride carbonica. Un viale alberato di nuovo impianto assorbe ingenti quantità di di CO2, il fogliame inoltre assorbe polveri sottili. E’ noto come una massa di vegetazione influenzi il clima e gli eventi meteorologici, una città ricca di viali alberati in crescita e parchi ben curati avrà un clima migliore”.
 
“Inoltre – secondo Confagricoltura Liguria - è nota l’azione rilassante del colore verde, un giardino pubblico ben curato e fruibile da parte della popolazione ha un’azione benefica sull'equilibrio psico-fisico delle persone che lo frequentano. Il verde scolastico – precisa la nota - può avere una doppia valenza, uno spazio all’aperto in cui far giocare i bambini ed un luogo d’istruzione dove insegnare loro il rispetto per la natura e l’arte dei giardini, una disciplina che ha reso l’Italia famosa nel mondo, anche perchè la ‘cultura’ dei giardini all’italiana e delle ville storiche è qui nata in secoli passati”.
 
In città sempre più antropizzate – sottolinea De Michelis - sono tristemente note le statistiche relative alle malattie respiratorie a carico della popolazione che vive in prossimità di strade ad alto scorrimento o di zone industriali. In Germania le autostrade e le zone industriali sono per questo spesso avvolte da una folta vegetazione”.
 
“In questo periodo – prosegue il presidente ligure di Confagricoltura – si sente molto parlare di valorizzazione degli immobili dal punto di vista edilizio, ma nulla o quasi per ciò che attiene al verde dei nostri giardini, palazzi, condomini: sono molti gli studi effettuati in diversi paesi europei e negli Stati Uniti che dimostrano l’aumento di valore degli immobili che si trovano in aree dove il verde pubblico è stato riqualificato, nonchè l’aumento relativo a quelle abitazioni con giardini e terrazzi ben curati”.
 
Secondo Confagricoltura Liguria “E’ triste che in un Paese cosiddetto ‘sviluppato’ siamo ancora in attesa di vedere approvati provvedimenti in grado di favorire lo sviluppo del verde privato. Oggi chi decide di ristrutturare casa, istallare zanzariere, sostituire pavimenti ha la possibilità di usufruire di agevolazioni fiscali mentre chi desidera riqualificare il proprio giardino va incontro a spese da beni di lusso spesso insostenibili che lo costringono ad abbandonare ogni cura al verde con il conseguente abbandono del proprio giardino. Laddove possibile al giardino si sostituisce il cemento con buona pace di tutti i discorsi fatti per difendere l’ambiente.”
 
Alla Camera dei Deputati è in discussione un disegno di legge in materia di misure di agevolazione fiscale per interventi di “sistemazione a verde” per ristrutturare giardini privati e condominiali. “E’ importante velocizzare un iter parlamentare che rischia di affossarsi come già avvenuto in a passato - spiega il presidente di Confagricoltura Liguria – questa volta però siamo decisi a utilizzare ogni strumento a nostra disposizione perché passi una legge non più prorogabile”.
 
E tutto ciò secondo Confagricoltura Liguria, non può che “aiutare” anche l’occupazione.  “Porre l’attenzione sul verde pubblico – sottolinea Confagricoltura Liguria - pianificando seri interventi atti a preservare alberature e parchi storici presenti in molte città italiane, a recuperare aree a verde incolte e dismesse in molti quartieri sia popolari che eleganti, a riqualificare viali alberati ormai esauriti perchè vecchi, avrà una notevole ricaduta sull’occupazione. Sono molte le discipline che il verde pubblico richiede!”.
 
“Il verde pubblico è un investimento, non una spesa – sottolinea De Michelis -  i benefici che ho sopra riportato sono stati studiati, quantificati e monetizzati portando diversi studiosi ad affermare che ogni dieci euro investiti l’amministrazione ne guadagna circa uno e mezzo all’anno. Parliamo di circa il 15% di utile su un investimento che da sempre, in Italia, è considerato un costo e non un beneficio!”.
 
E la conclusione di Confagricoltura Liguria non può che essere una sola: “E’ ORA DI RINVERDIRE LE NOSTRE CITTA’” SGRAVI ANCHE PER IL VERDE COME NELL’EDILIZIA!
 
I NUMERI DEL COMPARTO:
 
Nel 2014 il valore della spesa in interventi di costruzione (ex novo) e manutenzione(straordinaria) in aree verdi esistenti e aree verdi urbanizzate esistenti, ammonta a circa 1,2 miliardi di euro per il settore verde in Italia.
In relazione all’ammontare delle spese da ammettere a detrazione, specifichiamo indicativamente che circa il 70% dell’importo annuo sopra indicato riguarderebbe lavori privati/aziendali fino a 30.000 euro, il restante 30% interesserebbe lavori in aree condominiali fino a 50.000 euro.
Anche in assenza di una storicità di dati a livello nazionale, tale valore è tuttavia indicativo di un ruolo attivo e non trascurabile, in termini di importanza numerica ed occupazionale, all’interno del quadro economico del fatturato italiano.
A completamento del quadro statistico del settore, si evidenzia il dato degli addetti operanti nel comparto florovivaistico nazionale, ammontante a circa 120.000 unità, di cui circa 37.000 appartenenti (nella Classificazione delle attività economiche – Ateco/Istat) al Gruppo 81.3 (Cura e manutenzione del paesaggio).
In Italia, secondo le ultime stime Ismea, si sono prodotte nel 2014 ben 3.154 milioni di steli di fiori e 575.295.000 piante in vaso, arbusti, alberi che valgono, in termini di produzione 1.202 milioni di euro per fiori e piante e 1.386 milioni di euro per il vivaismo, generando un export di 133 milioni di euro per i fiori ed il fogliame e 412 milioni di euro per piante, arbusti ed alberi.
La spesa annua delle famiglie italiane è di 2.035 milioni pari a 42,9 euro pro capite.
Il tutto distribuito da 16.665 negozi di fiori e piante, per 27.575 addetti, un vero comparto economico, fiore all’occhiello del nostro Paese.