10.10.2018

Convegno a Montichiari: il presidente Boselli difende le Dop casearie e chiede maggiori interventi per facilitare l’entrata in nuovi mercati internazionali

Tanti sono i punti su cui si è soffermato il numero uno di Confagricoltura Lombardia al convegno dal titolo “Latte: l’oro bianco per molti… ma non per tutti” organizzato dal comune di Montichiari, in cui è stato sottolineato come l’export sia l’unica via d’uscita per un mercato italiano che risulta ancora stagnante
  
“In questi anni post quote latte le Dop casearie hanno permesso di ottenere un livello di remunerazione del latte mediamente più elevato delle altre destinazioni, in particolare per gli allevatori che operano in un contesto cooperativo”. Sono queste le parole del presidente di Confagricoltura Lombardia, Antonio Boselli, che ha partecipato ieri sera al convegno di Montichiari (Brescia) dal titolo “Latte: l’oro bianco per molti… ma non per tutti”.
Boselli ha poi ribadito che “è necessario individuare strategie di più ampio respiro per la valorizzazione del latte italiano ed oltre all’aggregazione di prodotto, serve maggior impegno per sviluppare la politica settoriale: abbiamo necessità – ha spiegato – di nuove regole per il rapporto con la Gdo, a partire dall’intollerabile meccanismo delle doppie aste; l’individuazione di nuovi sbocchi di mercato come l’industria dolciaria di eccellenza e, non ultimo,  il rafforzamento dell’export”.
Il presidente di Confagricoltura Lombardia è convinto che “i dati delle esportazioni nel comparto lattiero-caseario testimoniano la l’importanza dei mercati esteri per i nostri prodotti e chiediamo al tal scopo piattaforme nazionali per consolidare la presenza italiana nei tradizionali sbocchi, ma soprattutto per penetrare nei Paesi emergenti”. Questo può essere agevolato da un quadro di accordi bilaterali, come quelli raggiunti con il Ceta.

"Ogni intesa può essere perfettibile - ha aggiunto  Boselli in riferimento al dibattito sull’accordo con il Canada -, ma è utopistico pensare a modelli di regolamentazione a livello mondiale, ormai da tempo naufragati con il Wto. L’alternativa a soluzioni come quella del Ceta sarebbe quindi solo la giungla e il Far West”.
Se dunque l’export è un traino straordinario per l’intero agroalimentare italiano, non va dimenticato il mercato interno in cui continuano a stagnare i consumi lattiero caseari. Concludendo il suo intervento, il presidente dell’Organizzazione lombarda ha  sottolineato che “è necessaria un’azione di rilancio, partendo dal contrasto alla cattiva informazione alimentare, così come già individuato dal Tavolo latte regionale promosso dall’assessore Rolfi”.