Dal territorio
Orticoltura Gandini, il pomodoro è hi tech. Trionfo mantovano al 'Premio Nazionale Innovazione' di Confagricoltura:
18.07.2019

Orticoltura Gandini, il pomodoro è hi tech. Trionfo mantovano al 'Premio Nazionale Innovazione' di Confagricoltura:

Innovazione, sostenibilità, sia economica che ambientale, e un prodotto finale che acquisisce un gusto e un profumo davvero unici. L’azienda agricola del futuro non è un’utopia, perché questi sono i capisaldi quotidiani dell’Orticoltura Gandini di Guidizzolo, vero e proprio gioiello tecnologico di Confagricoltura Mantova, che da anni rappresenta un’eccellenza nella produzione idroponica (fuori suolo) di pomodori. E sono proprio queste le caratteristiche che hanno consentito all’azienda mantovana, una delle più grandi del nord Italia per questo tipo di produzione, di trionfare nella categoria “Nuove frontiere” alla prima edizione del Premio nazionale innovazione di Confagricoltura, che punta a far conoscere e ad esaltare le realtà più virtuose del nostro Paese: «Siamo davvero onorati del riconoscimento ottenuto – ha detto Enrico Gandini, titolare dell’azienda – che una volta di più ci fa capire come la direzione presa sia quella più giusta. Puntiamo su innovazione e qualità e, da un paio di settimane, sulla linea di imballaggi “plastic free”, che consente di immettere sul mercato packaging completamente biodegradabili. Un altro aiuto prezioso per l'ambiente e per il reddito aziendale». La premiazione è andata in scena oggi pomeriggio nella sede nazionale di Confagricoltura, a Roma, alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del Ministro per le Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, che una volta di più hanno ribadito la fondamentale importanza di innovazione e rispetto dell'ambiente per un moderno concetto di imprenditoria agricola: «Un concetto – ha spiegato il presidente di Confagricoltura Mantova, Alberto Cortesi – che noi portiamo avanti da sempre, dato che questa è l'unica direzione possibile per le nostre aziende, in un momento in cui portare prodotti di qualità sui mercati deve diventare un'operazione sempre più facile e veloce. Complimenti dunque all'Orticoltura Gandini, ma complimenti anche a tutte le realtà che ogni giorno producono e innovano». L’Orticoltura Gandini si è aggiudicata il premio grazie all’altissimo grado di tecnologia presente nelle proprie serre. Non serre qualsiasi, ma tecnologiche, in cui la temperatura è governata da avanzatissimi software computerizzati, in modo che sia sempre costante e consenta alle piante di crescere rigogliose tutto l’anno. L’azienda si estende per 11 ettari a Guidizzolo, nell’alto mantovano, ma a questi si aggiungono altri 4 ettari di serre tradizionali e le estensioni delle aziende partner, a Melfi, Verona e in Sicilia. Sono 150 in totale i dipendenti al lavoro nel periodo estivo (il più frenetico), ma ad essi bisogna sommare piccolissimi colleghi che, ogni giorno, agiscono in silenzio per il bene delle piante. Sono i preziosissimi bombi che, alloggiati nelle “bombox” collocate all’interno delle serre, escono e svolgono il loro fondamentale compito di impollinatori, in totale rispetto dell’ambiente. Accanto a loro anche altri insetti, utilissimi per la lotta ai parassiti. L’azienda Gandini infatti può fregiarsi del marchio “residuo zero”, derivante dall'assenza di trattamenti fitosanitari in serra. Ma i vantaggi derivanti dall’utilizzo della tecnologia non sono certo finiti: «Le nostre serre – spiega Mattia Gandini, terza generazione al lavoro in azienda – ci consentono di utilizzare il 90% di acqua in meno rispetto alla coltivazione tradizionale dei pomodori. Apposite canaline inoltre recuperano quella utilizzata e la separano dalle sostanze nutritive, che vengono poi rimesse in circolo. È attivo inoltre un impianto di cogenerazione che ci consente di riutilizzare l’anidride carbonica prodotta per il riscaldamento delle serre, abbattendo notevolmente le emissioni in atmosfera». Ma le varietà di pomodori prodotte da Gandini (vale a dire ciliegini, mini plum, datterini multicolor e costoluti) hanno anche un’altra importantissima caratteristica: «Grazie alla coltivazione fuori suolo– spiega ancora Gandini – presentano una bassissima concentrazione di nichel, e questo fa sì che possano essere consumati da tutti, anche da chi ha problemi di intolleranze alimentari derivanti da questo metallo».