Dal territorio
In Veneto la cimice devasta pesche, pere e ortaggi. Inefficaci i trattamenti
02.08.2017

In Veneto la cimice devasta pesche, pere e ortaggi. Inefficaci i trattamenti

Sta facendo gravi danni anche nel Veronese la cimice asiatica, comparsa l’estate scorsa nelle campagne venete, che si sta moltiplicando in maniera esponenziale e quest’anno sta attaccando tutti i frutteti, compiendo veri e propri disastri.
La Halyomorpha halys, questo il nome scientifico dell’insetto arrivato dall’Asia, sta devastando le pesche e le pere nella zona di Villafranca e gli ortaggi nel territorio di Zevio, con perdite fino al 50% del raccolto. Per ora non ci sono notizie di attacchi sulle mele, ma la raccolta deve ancora iniziare ed è presto per vedere eventuali danni.
“Gli insetti dalla primavera si sono riprodotti in modo incredibile e ora si vedono a occhio nudo su tutte le piante – dice Andrea Foroni, presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Verona e Veneto -. In questo momento stanno attaccando soprattutto le pesche, succhiando il tessuto dei frutti in formazione che causa un effetto sughero con deformazione e marcescenza. Le pesche colpite sono immangiabili e invendibili. Inoltre stanno comparendo le prime punture sulla scorza dei kiwi, soprattutto la tipologia gialla, con caduta anche dei frutti. Si salva solo chi ha installato le reti chiuse anti insetti”.
Conferma il vicepresidente Pietro Spellini, che sta subendo molte perdite nei suoi frutteti di pere in territorio di Villafranca: “Il 20% delle pere Abate è da buttare – dice sconsolato -. Nel mio caso, con una produzione media, la cernita non è conveniente e dovrò mandare tutto all’industria. Per ora le mele non vengono colpite, mentre ci sono danni alla soia e agli ortaggi coltivati all’aperto. Si salva chi coltiva in tunnel o con le reti lunghe, che però richiedono ingenti investimenti che molte aziende non possono permettersi, lavorando da molti anni in perdita. I trattamenti non hanno grandi effetti: siamo di fronte a un nuovo nemico e non sappiamo come difenderci”.
Originaria dell’estremo Oriente, la cimice asiatica è arrivata negli Stati Uniti nel 2010, causando danni alle produzioni agricole per 37 milioni di dollari. In Italia è giunta successivamente, seguendo le vie commerciali, intrufolandosi in scatoloni, cassette e bancali. Nel 2016 la cimice asiatica, che si riproduce quattro volte tanto quella nostrana, ha procurato un danno stimato dal 20 al 40 per cento della produzione al comparto delle pere emiliano. La Halys non ha antagonisti naturali: sverna nelle case e negli anfratti riparati, quindi da marzo a fine estate continua a fare uova e si riproduce in maniera massiccia. Una cimice può fare fino a 200 uova e si sposta velocemente, in sciame, percorrendo anche cinque chilometri al giorno.