Dal territorio
A Vinitaly il Vesuvio "da mangiare e da bere" con le aziende di Confagricoltura
09.04.2019

A Vinitaly il Vesuvio "da mangiare e da bere" con le aziende di Confagricoltura

Una partecipazione di pubblico elevata, qualificata e particolarmente attenta ha caratterizzato “Il Vesuvio da bere e da mangiare. A tavola con il cuore italiano:  Lacryma Christi e vini Doc, pasta di Gragnano e pomodorino del piennolo” incontro–degustazione  promossi da Confagricoltura Napoli tenutosi al Vinitaly di Verona. E che ha rilanciato un tema oggi attualissimo nell’enologia internazionale, quello dei vini vulcanici, declinato, è il caso di dire, in salsa partenopea. “In un contesto quale quello di Verona, caratterizzato dalla presenza dei grandi vini del nord, la sinergia tra i vini del Vesuvio e gli altri prodotti del territorio, tutti rigorosamente a denominazione di origine, ha portato all’evento valore aggiunto ed aperto nuovi scenari competitivi agli occhi non solo delle cantine, ma di tutti i produttori delle filiere della Pasta di Gragnano Igp e del Pomodorino piennolo del Vesuvio Dop” così  Francesco Fiore, direttore di Confagricoltura Napoli, trae un bilancio del convegno – degustazione che ha visto, dopo l’introduzione del presidente di Confagricoltura Napoli Fabrizio Marzano ed i saluti di Franco Alfieri, consigliere delegato per l’agricoltura del presidente della Regione Campania, un serrato confronto sul tema, coordinato dal giornalista enogastronomico Luciano Pignataro. Confagricoltura Napoli in particolare ringrazia il delegato Alfieri, Francesco Ranieri – Presidente Gal Vesuvio Verde,  Agostino Casillo – Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, Ciro Giordano – Presidente Del Consorzio Tutela Vini Vesuvio Dop, Cristina Leardi – Presidente del Consorzio del Pomodorino del Piennolo Dop e Aurora Casillo, presidente del Consorzio tutela della Pasta di Gragnano Igp, il giornalista enograstronomico Luciano Pignataro e lo chef stellato Paolo Barrale che hanno reso possibile la riuscita dell’evento. Ecco chi sono i Consorzi partner e le realtà che hanno preso parte all’iniziativa. Il Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano Igp nasce nel 2003 dall’unione delle aziende storiche produttrici di Pasta di Gragnano. L’azione congiunta dei soci ha portato nel 2013 all’ottenimento dell’Indicazione Geografica Protetta, primo riconoscimento comunitario di qualità assegnato alla pasta in Italia e in Europa. La sua mission è oggi la tutela e il rilancio del prodotto Pasta di Gragnano Igp in Italia e nel Mondo, come ambasciatore del Made in Italy e di uno stile di vita sostenibile, sano e naturale. L’IGP vincola ulteriormente la Pasta di Gragnano al suo territorio, dove solo il peculiare microclima di questo altopiano, collocato tra il mare e i monti Lattari, e l’acqua pura e sorgiva che da qui sgorga creano un prodotto unico quando si uniscono alla semola di grano duro. Elementi che i Gragnanesi sfruttano per la produzione di pasta fin dall’antichità, creando nel XVI secolo i primi pastifici a conduzione familiare e ottenendo nel 1845 da Ferdinando II di Borbone l’alto privilegio di fornire la corte di tutte le paste lunghe, atto che sancisce formalmente la nascita della Città della Pasta. Il  Consorzio del Pomodorino del Piennolo Dop provvede dal 2013 alla tutela e valorizzazione di questo pomodoro noto per la sua serbevolezza se adeguatamente conservato all’aria aperta in luoghi ombreggiati e ventilati e dal retrogusto vagamente amarognolo, tipico dell’areale vulcanico. Si tratta di un prodotto molto antico ben descritto da Francesco De Rosa, professore della Scuola di Portici, su “Italia Orticola” del novembre 1902, dove precisava che la vecchia “cerasella” vesuviana era stata via via sostituita dal tipo “a fiaschetto”, attualmente in uso, più indicato per la conservazione al piennolo. De Rosa è anche il primo ricercatore che riporta in modo esaustivo l’intera tecnica di coltivazione dei pomodorini vesuviani, facendo intendere così che si stava sviluppando nell’area un’intera economia intorno a questo prodotto, dalla produzione delle piantine da seme alla vendita del prodotto conservato. Il Consorzio tutela vini Vesuvio è nato nel 2007, oggi conta quasi 114 soci suddivisi tra viticoltori, vinificatori ed imbottigliatori. Il “Consorzio tutela vini Vesuvio – Consorzio tutela dei vini Dop  Vesuvio e Igp Pompeiano” è stato riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali con D.M. del 24 giugno 2015. Decreto che ha conferito al Consorzio l’incarico a svolgere le funzioni di tutela, di valorizzazione e di cura generale degli interessi connessi alla denominazione di origine protetta Vesuvio e indicazioni geografica protetta Pompeiano. Con tale decreto il Consorzio ha ricevuto anche il conferimento dell’incarico di Vigilanza, in quanto la rappresentatività della compagine sociale del consorzio è superiore al 40 per cento dei viticoltori e al  66 per cento della produzione certificata.

Nella foto: Marzano durante il suo intervento nello stand di Confagricoltura nazionale