Confagricoltura esprime piena solidarietà all'imprenditore agricolo casertano Roberto Battaglia di cui si intendono vendere all'asta, il 9 febbraio, l'azienda agricola e le abitazioni sue e dei familiari. L'agricoltore - che ha un'azienda zootecnica dove produce latte e carne - denunciò nel 2008 usurai ed estorsori facendo arrestare alcuni affiliati a clan camorristici.
Il 2 febbraio il giudice dell'esecuzione del Tribunale di S. Maria Capua Vetere ha rigettato l’istanza dei legali dell’imprenditore che avevano chiesto una dilazione di 3-4 mesi della vendita dei beni, in attesa dell’erogazione di un mutuo di 600 mila euro deliberato in favore dell'agricoltore dal Commissariato nazionale anti-racket.
"La lotta alla Camorra - sottolinea Confagricoltura - si combatte non ostacolando e mettendo in difficoltà, ma aiutando e sostenendo concretamente chi, come Roberto Battaglia, ha avuto il coraggio di reagire e di opporsi alle intimidazioni ed al racket”.
Confagricoltura, che è in prima linea nella lotta alla illegalità diffusa, ricorda come le aziende agricole, per loro natura e ubicazione siano, più di altre, esposte alle azioni della delinquenza, senza poter apporre adeguate difese. Per Roberto Battaglia, oltre alla scontata solidarietà, l’Organizzazione degli imprenditori agricoli sollecita un impegno fattivo di tutti gli organismi e le autorità.
"Se il mutuo c’è lo si eroghi subito, se l’imprenditore ha una chance per continuare a produrre, tutti - prefettura, Commissione anti-racket, magistratura, istituti di credito - si impegnino perché possa concretizzarsi. Ci auguriamo che intervenga anche il ministero delle Politiche Agricole per dare supporto e sostegno morale e politico all'allevatore che non può vedersi defraudato dei propri beni e diritti. C’è una palese ingiustizia da evitare".