Anche da Francia e Germania – che hanno deciso di muoversi in sintonia – emerge un orientamento contrario alla rinazionalizzazione della politica agricola comune “post 2013” ed in favore della salvaguardia del settore primario. Lo pone in evidenza Confagricoltura in relazione alle prese di posizione franco-tedesche, apprezzando questo orientamento politico per una Pac forte e che potrebbe essere fatto proprio anche dall’Italia in vista del prossimo negoziato di riforma.
“Il no alla rinazionalizzazione significherebbe continuare ad avere una politica agricola davvero comune a livello europeo”, commenta Confagricoltura, che rimarca positivamente anche altri aspetti del documento di Parigi e Berlino.
La necessità di avere una Pac orientata al mercato ed al miglioramento della competitività, ad esempio, che sia anche all’insegna della semplificazione dei controlli e con l’obiettivo importante della reciprocità sui prodotti importati che devono rispettare le norme europee.
Sul piano delle proposte, ad avviso di Confagricoltura, appaiono altresì interessanti:
- il miglioramento degli strumenti di mercato per contenere la volatilità dei prezzi e migliorare la posizione degli agricoltori nella catena alimentare;
- l’adozione di strumenti per l’assicurazione dei redditi dei produttori;
- la conferma del sistema dei pagamenti diretti, adattandolo con un’ “enveloppe di flessibilità” e rigettando l’approccio di un pagamento unico per tutti gli agricoltori europei;
- la maggiore autonomia degli Stati membri nella gestione delle misure di sviluppo rurale.
“Quello proposto appare – dice Confagricoltura - un approccio negoziale realistico ma al contempo ambizioso, che consente di aprire il negoziato su una base di partenza avanzata ma fondamentalmente legata alle esigenze delle imprese agricole”.