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21/01/2010 
Confagricoltura: “disponibili ad ogni consultazione per un documento che renda davvero possibile la coesistenza tra colture ogm e convenzionali”

Il ritiro del documento di indirizzi sulla coesistenza tra ogm e colture convenzionali deciso oggi su proposta dell'assessore regionale dell'Emilia Romagna all'agricoltura, Tiberio Rabboni, durante la riunione preparatoria della conferenza Stato-Regioni a cui hanno partecipato gli assessori regionali alla sanità e il sottosegretario all'agricoltura Antonio Buonfiglio, trova d’accordo Confagricoltura.

“Le linee guida sulla coesistenza tra le coltivazioni transgeniche autorizzate e le altre, così come espresse nella bozza che era stata concordata a livello tecnico comprendeva di fatto una serie di misure che, invece di rendere possibile la coesistenza impedivano in pratica ciò che le disposizioni europee consentono”, commenta l’organizzazione agricola.

“Dietro la necessità di adempiere indicazioni dell'Unione europea - spiega il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni - traspariva la logica dissuasiva di un indirizzo che dava la possibilità agli enti locali di vietare le coltivazioni GM potenzialmente su tutto il territorio nazionale. Per non parlare del regime autorizzativo con adempimenti agronomici e burocratici pesantissimi a carico degli agricoltori”.

“Le norme sulla coesistenza - prosegue Vecchioni - non devono costituire surrettiziamente un vincolo per non realizzarla e Confagricoltura è disponibile ad ogni consultazione in merito per correggere in maniera sostanziale questa impostazione. Se non si arriverà a procedure più snelle e attuabili senza il vincolo di una burocrazia elevata all’ennesima potenza per le aziende maidicole e zootecniche italiane si determinerà un danno economico del quale saremo costretti a chiedere conto”.

“La nostra posizione - conclude il presidente di Confagricoltura - è pienamente in linea con quella espressa dal neocommissario all’agricoltura Ue, Dacian Ciolos, che ha ben chiarito come sul capitolo degli Ogm i consumatori devono avere la possibilità di scegliere, così come devono poterlo fare gli agricoltori”.

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