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21/01/2010 
Confagricoltura, il presidente Vecchioni al Congresso Uila: “anche per il lavoro in agricoltura serve una vera rappresentanza di filiera”.

“L’occupazione dipendente del settore agricolo vale oltre un milione di posti e le giornate di lavoro denunciate ogni anno all’Inps superano i 100 milioni. L’identità degli imprenditori di Confagricoltura è quella di essere datori di lavoro, una realtà di cui sono orgogliosi”. Così Federico Vecchioni, presidente della massima organizzazione datoriale del settore ha aperto oggi il suo intervento al Congresso della Uila.

“Nella Ue i lavoratori agricoli italiani rappresentano oltre il 18% dell’occupazione dipendente, dato che ci pone al secondo posto assoluto, dopo la Francia, nella classifica comunitaria - ha proseguito Vecchioni - eppure l’attenzione del mondo politico e della società civile a questo contributo continua ad essere piuttosto scarsa.

L’unico provvedimento che è venuto parzialmente incontro alle esigenze delle imprese agricole è stata la proroga delle agevolazioni contributive per zone svantaggiate e montane contenuta nella legge finanziaria. Una proroga, peraltro, accordata solo fino al 31 luglio 2010, con la conseguenza che in assenza di ulteriori interventi la pressione contributiva a carico dei datori di lavoro che operano nel mezzogiorno e nelle altre aree difficili, a partire dal prossimo mese di agosto, raddoppierà! Un onere insostenibile in un periodo di piena crisi”.

“Purtroppo - si è rammaricato il presidente di Confagricoltura - il lavoro agricolo sale alla ribalta della cronaca solo quando intervengono gravi fatti come quelli di Rosarno. Fatti in cui il lavoro nero si innesta in altre situazioni di illegalità, come l’immigrazione clandestina ed il caporalato.

Ma la difficile situazione del settore agricolo non può giustificare in alcun caso lo sfruttamento dei lavoratori. Confagricoltura ha già dichiarato in tutte le sedi competenti, durante le audizioni svoltesi nei giorni scorsi, che non intende rappresentare e tutelare chi sfrutta i lavoratori immigrati, e che è pronta a fare tutte le verifiche del caso al proprio interno. Siamo però convinti che la lotta al lavoro sommerso non possa essere combattuta solo con misure repressive. Occorre parallelamente promuovere il lavoro regolare attraverso la flessibilizzazione delle regole, la semplificazione degli adempimenti, l’alleggerimento degli oneri”.

“Sono convinto che anche la politica europea debba prestare maggiore attenzione  all’agricoltura ed  al  lavoro che genera - ha avvertito Vecchioni -. La chiave è la promozione della produzione agricola, che porta appunto, crescita economica ed occupazione. Questo oltre a garantire l’autoapprovvigionamento nazionale, la sicurezza alimentare e la salubrità, la manutenzione del territorio e del paesaggio”.

In proposito il presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, presente al Congresso, ha ricordato che nel 2010 gli Usa destineranno 124 miliardi di dollari alla promozione dei loro prodotti agricoli, contro i 54 miliardi di euro dell’intera dotazione comunitaria per il settore.

“La Pac è una grande sfida - ha concluso Federico Vecchioni - e noi dobbiamo difendere con tenacia quello in cui crediamo. Le risorse disponibili debbono essere indirizzate su produzione e lavoro e per raggiungere questo obiettivo c’è bisogno, in Italia come a Bruxelles, di una vera rappresentanza di filiera”.

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