La fine di un anno segnato pesantemente dalla crisi si tinge di effervescenza e di rosa: sarà anche scaramanzia, ma gli italiani non intendono rinunciare alle “bollicine” durante le feste. Confagricoltura segnala l’aumento delle vendite di spumanti in generale e la crescita, in particolare, di quelli rosé.
“Complice l’ottimo rapporto qualità prezzo, rispetto allo champagne - rileva Confagricoltura - le “bollicine” italiane si dimostrano in assoluta controtendenza rispetto agli altri comparti alimentari”. Tra Natale e Capodanno si stapperanno ben 90 milioni di bottiglie, per un consumo di solo il 2% inferiore a quello dello scorso anno e un fatturato di 720 milioni di euro”.
La crisi, però, modifica usi e costumi: così gli italiani comprano sempre più lo spumante al supermercato (+ 8% sul 2008). Cambiano i gusti per i regali: si preferisce al classico cesto la bottiglia di spumante confezionata singolarmente, un dono prezioso che registra un più 5%. Mutano anche le abitudini: lo spumante si beve come aperitivo o al posto dei cocktail (le mescite crescono del 12%) e tra i principali consumatori ci sono i giovani tra i 18 e i 35 anni. .
Le “bollicine” italiane spiccano letteralmente il volo sui mercati esteri. Nel mondo si festeggerà con ben 140 milioni di bottiglie, per un valore di 1,3 miliardi di euro. Crescita record, in particolare, in Austria e in Australia. Ottime performance si rilevano negli Usa, in Gran Bretagna, Medio Oriente e Sud-America, in particolare Brasile, ma anche in Francia (+ 30%) e in Spagna (+ 15%).
Tra gli spumanti italiani, ricorda Confagricoltura, la scelta è ampissima, per tipologia, zona e prezzi. Questo spiega il successo del “made in Italy” effervescente: Franciacorta e Trento, la conferma dell’Asti spumante, il vero e proprio boom del Prosecco e le novità, come l’Asprinio d’Aversa.