“Da una parte il rigore della manovra economica, che rischia di far perdere competitività, dall’altra l’inefficienza burocratica, che mette a repentaglio risorse importanti che pure ci sono e andrebbero utilizzate al meglio. L’agricoltura in questo momento - con i ricavi che non crescono (mentre aumentano le spese), stretta tra il rigore e l’inefficienza - ha bisogno degli strumenti per competere”. Lo ha rimarcato il vicepresidente nazionale di Confagricoltura Antonio Borsetto, intervenendo all’assemblea degli agricoltori di Vicenza.
“Gli imprenditori agricoli, a causa del calo persistente delle quotazioni all’origine e dell’aumento dei costi, hanno subito - ha ricordato Borsetto - un taglio dei redditi notevolissimo negli ultimi anni: -21% rispetto al 2008 e -36% rispetto al 2000. Senza contare che dal 2004 ad oggi sono stati persi oltre 7 punti percentuali di valore aggiunto agricolo, pari a due miliardi di euro su base annua. Per questo ancor più vanno recuperate e stabilizzate le risorse perse nei mesi passati creando al tempo stesso un contesto in cui le imprese possano operare al meglio. Con meno burocrazia e più spazi per esprimere la loro capacità ed il loro talento”.
“Dobbiamo affrontare la crisi, ma pensando già al ‘dopocrisi’ - ha aggiunto il vicepresidente confederale nel suo intervento agli associati vicentini -. In questo senso va interpretato il progetto politico economico di Confagricoltura per la competitività e per la modernizzazione delle imprese agricole italiane e per la radicale ristrutturazione del settore primario”.
“Il progetto - ha ricordato - si propone come iniziativa innovativa, volutamente disegnata senza pesanti sovrastrutture, grazie ad un’alleanza con industria, distribuzione e credito, ed aperta a tutti gli agricoltori. Il nostro è un innovativo, ambizioso, concreto piano agroindustriale - ha aggiunto il vicepresidente di Confagricoltura - che si prefigge, entro il biennio, di aggregare 350 mila ettari di superficie agricola per un fatturato di 500 milioni di euro e di garantire alle imprese una riduzione dei costi del 20%”.
“Il ministro Galan si è dichiarato disponibile e si sta avviando un proficuo lavoro sinergico per concretizzare il progetto - ha continuato -. Impegno analogo con gli assessori regionali all’Agricoltura per ottimizzare la spesa dei fondi per il piano di sviluppo rurale. Siamo soddisfatti per le rilevazioni riguardanti i primi tre mesi dell’anno in corso della Regione Veneto che è quella che ha avuto la migliore performance di spesa: ben 35 milioni di euro complessivi; ciò ci fa ipotizzare che nel Veneto non sussisteranno problemi di disimpegno automatico di fondi comunitari al 31 dicembre”.