In occasione dell’ultima assemblea del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala, la Confagricoltura di Caserta e gli allevatori associati, hanno insistentemente posto tre quesiti alla attuale dirigenza del Consorzio non ottenendo di fatto alcuna risposta tanto che alla votazione della relazione del presidente hanno espresso un palese voto contrario.
Oggi il Consorzio di Tutela guarda a sinergie per migliorare la collocazione del prodotto deve però prima chiarire la linea del Consorzio. Confagricoltura Caserta attende risposte precise su:
1) Quale prodotto ritiene di dover tutelare, o meglio ritiene che la mozzarella DOP possa essere realizzata senza latte fresco intero di provenienza da area DOP?
2) Come intende cambiare il Piano dei controlli, essendo palese il fallimento di quello attuale?
3) Quando si procederà alla modifica dello Statuto e dei regolamenti per le votazioni interne per assicurare un minimo di democrazia? Si tenga conto che in qualsiasi altro organismo né la Relazione del Presidente e né il Bilancio, in occasione dell’ultima Assemblea sarebbero stati approvati se non fossero in vigore norme chiaramente discriminatorie.
"Quando riceveremo risposte tranquillizzanti su questi temi la Confagricoltura ma credo – continua Tommaso Picone – tutti gli allevatori e i Caseifici dissidenti potranno prendere in considerazione strategie di ampio respiro come l’associazione di tutte le DOP o onerosi progetti come la utilizzazione della Reggia di Carditello a sede di tutti i consorzi e vero polo della qualità".
"A settembre credo ci attenda un confronto serrato come richiesto dalla Risoluzione della Camera dei Deputati e dallo stesso Ministero che non potrà prescindere – conclude Picone – dai tre quesiti che da tempo abbiamo posto alla attenzione della presidenza del Consorzio di tutela e dei trasformatori tutti".