Oggi un litro di latte viene pagato all'allevatore poco più di 30 centesimi, IVA compresa, mentre il consumatore compra il prodotto, al supermercato, a circa un euro e mezzo al litro: è un divario troppo pesante, che mette gli agricoltori in seria difficoltà, costringendo alla chiusura molti allevamenti, i quali non riescono più a sostenere le spese di produzione. Lo evidenzia la Confagricoltura, chiarendo come le trattative tra allevatori e industriali per la fissazione del prezzo del latte alla stalla si siano bloccate, in quanto l'industria propone condizioni assolutamente non remunerative.
Per informare i consumatori sulle difficoltà che sta vivendo il mondo agricolo e sensibilizzare l'opinione pubblica l'Associazione Produttori Latte Piemonte, con il sostegno della Confagricoltura, ha organizzato una distribuzione gratuita di latte crudo riservata agli operai della Fiat davanti al cancello due di Mirafiori. La distribuzione avverrà giovedì 11 giugno, a partire dalle 13,30. Verso le 15 una delegazione di produttori consegnerà inoltre una partita imbottigliata di latte crudo alla Piccola Casa della Divina Provvidenza Cottolengo di Torino.
“ Intendiamo richiamare l'attenzione dei cittadini e delle istituzioni – spiega Vittorio Viora, presidente della Confagricoltura di Torino - su un tema basilare per la sopravvivenza economica delle imprese di allevamento del Piemonte. L’internazionalizzazione dei mercati consente oggi l'importazione di latte proveniente da altri Paesi a costi competitivi, in quanto alle spese di produzione per l'ottenimento della materia prima sono di gran lunga inferiori rispetto alla nostra realtà. Ma occorre anche considerare che le produzioni piemontesi consentono alle industrie di ottenere un latte fresco di alta qualità molto apprezzato dal mercato, con caratteristiche organolettiche di eccellenza difficilmente riscontrabili nelle partite di prodotto di provenienza straniera”.
Tutta la filiera, secondo la Confagricoltura, deve fare uno sforzo di coesione per evitare che tentazioni speculative spingano fuori mercato molte aziende. “ Gli allevamenti di vacche da latte non si inventano”, puntualizza la Confagricoltura. “Occorrono strutture, agricoltori preparati, animali selezionati e di alta genealogia: se si distrugge questo patrimonio seguendo logiche che tengono conto, nel breve periodo, esclusivamente del mercato, si distrugge un patrimonio che sarà impossibile ricostruire in tempi rapidi. Per questo - dichiara il presidente della sezione latte della Confagricoltura subalpina Pierangelo Cumino - è necessario che si fissino regole di mercato trasparenti e rispettose delle condizioni produttive del nostro territorio”.