Skip navigation links
News
Anno 2012
Anno 2011
Anno 2010
Anno 2009
Anno 2008
Anno 2007
Skip Navigation LinksConfagricoltura > News
22/04/2009 
Il presidente Vecchioni ed il sen. De Castro al convegno della Libera di Cremona sui cereali

Da "La Provincia" di Cremona del 22-4-09

Cereali, una sfida che si può vincere

CREMONA - «A livello mondiale, il futuro sarà segnato da uno strutturale eccesso di domanda rispetto all`offerta di cereali, con le conseguenti fluttuazioni dei prezzi. E il prevalere della domanda alla fine può diventare un`opportunità, ma il settore deve attrezzarsi in modo molto più efficiente: quanto a logistica, organizzazione, accordi di filiera, capacità di arrivare sui mercati. Ovviamente senza trascurare la ricerca. Da questo punto di vista, mi auguro esca definitivamente di scena l`approccio ideologico al biotech, ispirato da una diffidenza che non ha senso in agricoltura. Alla fine la concretezza vincerà; insieme alla presa d`atto che il futuro è biotech. Del resto - che ci piaccia o no -il mondo ha già scelto». Nel giorno in cui si concretizza la sua candidatura blindata (capolista nella circoscrizione Sud) al prossimo Parlamento Europeo, punta sul `bicchiere mezzo pieno` il senatore Pd ed ex ministro dell`agricoltura Paolo De Castro, ieri in un`affollata sala Zelioli Lanzini di CremonaFiere per il convegno organizzato dalla Libera Agricoltori, concluso dal presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni. `Il mercato dei cereali tra crisi e prospettive di rilancio` era il titolo dell`iniziativa, chiamata a fare il punto su un comparto che non teme concorrenze di sorta per qualità del prodotto; ma dopo la `fiammata` del 2008 deve confrontarsi con un prezzo (120/125 euro a tonnellata) largamente inferiore ai costi di produzione, e con la scelta di molti agricoltori di abbandonare le coltivazioni. Scenario difficile, «che chiede risposte e chiarezza», ha sottolineato dopo i saluti di Torchio il presidente della Libera Agricoltori, Antonio Piva. «Abbiamo una qualità elevatissima in campo internazionale; ci manca però la possibilità di compensare con un adeguato incremento di produzione l`aumento dei costi e il crollo dei prezzi», ha sottolineato Alberto Verderio (Istituto sperimentale per la cerealicoltura di Bergamo).
«Paghiamo a caro prezzo il no agli ogni, ma potremmo ugualmente puntare ad una valorizzazione più mirata del prodotto.
La situazione non è felice, però in Italia le cose vanno peggio di quanto -forse -potrebbero». Sul ruolo della Regione, che ha risorse limitate e può mettere in campo azioni di facilitazione ma non di guida, si è soffermata la dirigente Elena Brugna.
Perchè `non c`è il prezzo` lo ha spiegato Santino Carotti, responsabile commerciale della Lameri.
«Nel 2008 l`Ungheria ha più che raddoppiato la sua produzione, passando da 4 a 9 milioni di
tonnellate. E` un Paese esportatore, ed esporta in Italia; a prezzi stracciati e dunque decisamente interessanti.. Penso che il livello delle quotazioni abbia toccato il fondo, ma l`eventuale ripresa non è certo dietro l`angolo».
E allora? «Attraversiamo un momento molto difficile, segnato da forti cambiamenti e complesse dinamiche internazionali», ha premesso il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni. «Dunque serve, oggi più che mai, una politica agricola adeguata anche sul piano normativo: l`Europa e l`Italia devono decidere che tipo di agricoltura vogliono. E ricordare che non si può accrescere la base produttiva se non si garantisce agli agricoltori il giusto reddito. Dobbiamo essere trattati da imprenditori, quali siamo. E chiediamo una politica nazionale dei seminativi, la difesa e la messa a disposizione dei fondi europei; perchè i soldi ci sono, ma non vanno dispersi. Se zootecnia, cerealicoltura e filiera agroindustriale sono considerate priorità, bisogna comportarsi di conseguenza prima che sia troppo tardi. La cerealicoltura può `tenere`: se si dà spazio alla ricerca, senza integralismi,e si cerca l`equilibrio possibile tra food e no food. Molto passa dall`Europa, e per questo le prossime elezioni di un Parlamento che avrà molto più potere rispetto al passato sono un appuntamento da tenere nella massima considerazione. Non diamo indicazioni politiche, ma chiediamo a tutti di indicare persone capaci e competenti. Ne va del nostro futuro». (a.g.)

Confagricoltura - C.so Vittorio Emanuele II, 101 - 00186 Roma - C.F. 80077270587