Si è svolto a Palazzo Della Valle il Forum sui biocarburanti, indetto da Enapra e Confagricoltura, in collaborazione con il ministero dell'Ambiente. Discussi gli aspetti normativi e tecnici attinenti ai biocarburanti ed alle relative filiere. I lavori sono stati aperti dal presidente dell'Enapra (l'ente di formazione di Confagricoltura) Massimo Franco e moderati dal vicepresidente di Confagricoltura Veneto Marco Aurelio Pasti.
Si sono susseguiti quindi gli interventi dei rappresentanti di Assocostieri, Assodistil, CRB, Mipaaf e Ministero Ambiente; per Confagricoltura è intervenuto Marco Caliceti (Gruppo di lavoro Bioenergie di Confagricoltura, Comitato Direttivo Piattaforma Tecnologica Italiana Biofuel).
Come ha sottolineato Massimo Franco, in apertura, l'attuale impegno di Confagricoltura ha spinto già da alcuni anni verso la nascita e lo sviluppo di una vera offerta di bioenergia sul mercato, complementare, ma sicuramente importante per l'approvvigionamento energetico del "sistema Paese".
Nel corso dei lavori è s
tato presentato un’opuscolo divulgativo sui carburanti derivanti dalle biomasse di origine agricola. Lo studio, finanziato dal MATTM e redatto dal Centro Ricerca sulle Biomasse di Perugia (CRB), illustra le modalità di valorizzazione economica della biomasse dedicate e residuali in biocombustibili, attraverso la definizione di processi ottimali.
Alcune delle informazioni in esso contenute, inerenti le tecnologie e le modalità applicative per produrre agroenergie, mostrano come le produzioni tradizionali siano già fortemente rappresentative, in particolare in alcuni paesi partner UE, nell’ambito della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili ascrivibile ai biocarburanti. Oltre alle motivazioni di carattere ambientale ed economico ed a quelle legate alla sicurezza e alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico, uno dei fattori importanti è rappresentato anche dalle nuove prospettive che la produzione di biocarburanti apre per il settore agricolo, in applicazione ai principi di ”multifunzionalità” del settore primario.
Nel corso degli interventi dei vari rappresentanti sono emerse diverse considerazioni sullo stretto collegamento tra la produzione e l’impiego dei biocarburanti che rivestono un ruolo importante nella definizione della nuova politica energetico-ambientale. L’importanza del settore è stata definitivamente sancita con l’emanazione della Dir. 2003/30/CE, che prevede per ogni Stato membro obiettivi indicativi di sostituzione dei carburanti derivanti dal petrolio con biocarburanti dal 2% nel 2005 fino al 5,75% nel 2010.
L’Italia ha recepito questa Direttiva con il decreto legislativo n. 128/2005 stabilendo, in un primo momento, obiettivi indicativi nazionali più bassi, successivamente adeguati dalla Lg. 11 marzo 2006, n. 81 che ha stabilito l’obbligo, per i distributori di carburante di immettere sul mercato benzina e gasolio contenenti percentuali crescenti di biocarburanti (fino al 5,75% nel 2010). La Finanziaria 2007 ha confermato l’obbligo di immissione al consumo di una quota minima di biocarburanti (biodiesel, bioetanolo ETBE e bioidrogeno), fissando per l’anno 2007 la quota minima nella misura dell'1% e per il 2008 del 2%.
Nell’attuazione pratica delle norme, negli ultimi mesi si sono riscontrati diversi problemi sia nel sostenere gli obiettivi produttivi di biodiesel (250.000 tonnellate di cui 70.000 da contratti di filiera) sia nell’avviare lo sviluppo del bioetanolo. Problemi dovuti anche al ritardo con cui si sta definendo il quadro normativo di settore. Si auspica che con la prossima emanazione dei decreti attuativi della finanziaria 2007 (relativi alle sanzioni per il mancato raggiungimento degli obblighi previsti per i venditori di carburanti di origine fossile, ai criteri, condizioni e modalità per l’attuazione dell’obbligo di immissione secondo obiettivi di sviluppo di filiere agroenergetiche, ai requisiti che gli operatori e i rispettivi impianti di produzione, nazionali e comunitari, devono possedere) molti dei problemi sollevati nel corso del convegno possano essere superati.