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03/09/2009 
L'agricoltura tra le priorità del Piano nazionale di Ricerca. Vecchioni: "Grazie al ministo Gelmini per aver accolto le nostre indicazioni"

Il ministro dell’Istruzione e della Ricerca, Mariastella Gelmini, ha mantenuto la promessa fatta al Seminario “Scienza e agricoltura”, organizzato il 15 luglio scorso da Confagricoltura. Su sollecitazione del presidente, Federico Vecchioni, il ministro aveva assicurato il massimo interessamento al settore primario nel piano sulla ricerca in fase preparatoria. In quell’occasione l’on. Gelmini ha anche invitato Confagricoltura al Tavolo che sarà l’elemento di collegamento tra Istituzioni, Università, Enti di ricerca.

Ora la bozza del Piano nazionale che traccia il percorso della Ricerca in Italia da qui al 2013 indica tra le sette priorità del Paese: “Lo sviluppo di un’agricoltura più produttiva, ecologicamente sostenibile e rispondente alle nuove conoscenze dieta-salute”.

Di assoluta e piena soddisfazione il commento del presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni: “Ringrazio il ministro Gelmini per aver accolto le nostre indicazioni con tanta puntuale sensibilità. L’agricoltura è un motore dell’economia e il suo obiettivo più prossimo è quello di aumentare la produttività in modo sostenibile. Per farlo servono regole e politiche trasparenti basate sui risultati della ricerca scientifica. In un Paese come l’Italia, a grande vocazione di prodotti tipici, l’agricoltura deve essere sempre più professionalizzata  salvaguardando al contempo l’approccio tradizionale basato sul legame con il territorio. Le due anime possono e devono coesistere, perché non sono in contrasto, bensì complementari”.

“I risultati della ricerca scientifica – prosegue Vecchioni - ci dicono che il settore agricolo è in grado di soddisfare un’importante serie di domande strategiche: dall’alimentazione umana e animale, alle bioenergie, addentrandosi nel nuovo campo dei biomateriali, che sicuramente avrà un grande sviluppo. Senza contare il contributo alla riduzione dei gas serra, la sfida dei biocarburanti è solo all’inizio e si gioca sulla sostenibilità ambientale delle coltivazioni, ma anche sulla complementarietà con gli utilizzi alimentari, due destinazioni produttive che non devono essere in concorrenza”.

Infine l’aspetto occupazionale: “L’Italia ha il minor numero di persone sotto i 35 anni che lavora in agricoltura nell’intero contesto europeo, un dato – sottolinea il presidente di Confagricoltura - che può essere radicalmente modificato perché il settore non è mai stato tanto attrattivo come oggi, proprio perché, oltre alla produzione di cibo, offre la possibilità di misurarsi su terreni come le bioenergie e i biomateriali, con un contributo fondamentale alla lotta contro i cambiamenti climatici. Ma l’agricoltura potrà restare un settore competitivo e trainante solo a patto che si continui a investire in ricerca e a sviluppare nuove tecnologie”.

Confagricoltura - C.so Vittorio Emanuele II, 101 - 00186 Roma - C.F. 80077270587