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22/11/2007 
Vigo: “Luci ed ombre al via del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Lombardia”

“L'agricoltura  lombarda, ha estremo bisogno di innovazione, di ricerca e di misure che ne aumentino la modernizzazione nei confronti dei competitors europei ed internazionali. Per queste ragioni diamo atto all’assessore Beccalossi del grande impegno per aver ottenuto, per il periodo 2007-2013, ben 50 milioni di euro in più rispetto alla programmazione 2000-2006 ma, al tempo stesso, non possiamo non rimarcare la richiesta che i fondi europei per lo sviluppo rurale (Psr) siano destinati alle aziende agricole e non ad altre realtà che con l’agricoltura hanno poco a che spartire”. Così Mario Vigo, presidente di Confagricoltura Milano e Lodi si è pronunciato, in un incontro tenutosi a Codogno,  per illustrare le misure del nuovo  Psr.

 “Alla Direzione Generale Agricoltura – ha continuato poi Vigo – rivolgiamo l’invito ad avere un costante, quotidiano e continuo dibattito con le nostre strutture affinchè siano tenute nel debito conto le istanze degli imprenditori. Abbiamo infatti molte perplessità e dubbi sulla ripartizione dei fondi tra i vari assi, cioè le macroaree di intervento regionale, piuttosto che sulla eccessiva burocratizzazione della progettualità e siamo anche fortemente critici su alcuni massimali previsti dalla normativa messa in atto dalla Regione”.

Ecco qualche esempio: per la misura 121 (investimenti nelle aziende agricole)  il massimale di spesa (300.000 euro per azienda) è troppo basso ed andrebbe almeno raddoppiato; vi è poi una sperequazione visto che per l’agroindustria  si tratta di forme di finanziamento in conto capitale mentre per le aziende agricole è previsto il conto interessi. Ed ancora: la Lombardia non prevede, come invece avviene in Veneto, misure per facilitare e compensare l’applicazione della direttiva nitrati – il provvedimento europeo che, in strettissima sintesi, sostiene che nella Pianura Padana debbano essere drasticamente ridotti i valori di azoto immessi nel terreno – permettendo misure di compensazione alle aziende che mettono a disposizione i terreni per lo spandimento dei reflui zootecnici.

 “Sono questi solo alcuni esempi – ha concluso Vigo – che ci portano ad invitare la Regione ad un monitoraggio ben approfondito e preciso dell’applicazione del Psr per utilizzare al meglio quelle risorse che l’azione politica dell’assessore Beccalossi ha permesso di poter spuntare a livello nazionale”.

 

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