Si è svolto, a Villa San Giovanni (Reggio Calabria), il Forum Nazionale dell’Agriturismo, promosso da Agriturist (Confagricoltura) per delineare “L’agriturismo che sarà” e per indicare il ruolo dell’agriturismo nelle politiche di sviluppo dell’agricoltura e del turismo.
Le conclusioni sono emerse da una Tavola Rotonda alla quale hanno partecipato: Laura La Torre, direttore generale del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali; Federico Vecchioni, presidente di Confagricoltura; Riccardo Ricci Curbastro, presidente della Federdoc (Federazione nazionale dei consorzi di tutela dei vini a denominazione d’origine); Rosa Lorenzon consulente dell’assessorato regionale all’agricoltura della Regione Calabria. Ha coordinato il dibattito la presidente di Agriturist, Vittoria Brancaccio.
“Nei programmi dei partiti che si presentano alle prossime elezioni – ha dichiarato Federico Vecchioni – c’è poca agricoltura e soprattutto una visione spesso retorica e bucolica dell’agricoltura che non mette al centro delle politiche di sviluppo la pronta destinazione delle risorse finanziarie (che pure ci sono) e la rimozione dei tanti intralci burocratici che impediscono alle nostre aziende di essere realmente competitive”.
“Abbiamo ottenuto il riconoscimento di 167 prodotti a denominazione d’origine DOP e IGP – ha ricordato Laura La Torre – che rappresentano non solo un prezioso patrimonio a disposizione dell’offerta enogastronomica ma anche una presentazione al turismo di tanti nostri territori. Dobbiamo però fare attenzione a sostenere riconoscimenti DOP e IGP che abbiano alle spalle una adeguata consistenza produttiva e soprattutto produttori concretamente partecipi alla valorizzazione dei marchi d’origine, altrimenti il sistema delle denominazioni rischia di esaurirsi”.
“Origine e Territorio – secondo Ricci Curbastro – sono temi di grande attualità, come dimostra la costante crescita del turismo enogastronomico. Ma se vogliamo che l’attenzione verso i prodotti a denominazione d’origine non si esaurisca, dobbiamo costantemente investire per migliorarne la qualità, trasmetterne il messaggio culturale, cogliere nuovi spunti per farne una attrattiva anche turistica. Il fatto che i due terzi delle denominazioni d’origine del vino rappresentino complessivamente non più del 7% in termini di quantità di prodotto DOCG e DOC, pone un concreto problema di riscontro, anche quantitativo, di questi riconoscimenti.
“Lo sviluppo turistico rurale - ha dichiarato Rosa Lorenzon – deve contare sulla consapevolezza delle comunità locali e in particolare dei produttori agricoli. Le denominazioni d’origine, la tutela del paesaggio, la valorizzazione delle risorse ambientali, sono obiettivi che, se vogliamo raggiungere risultati duraturi, non possono essere perseguiti dall’alto.
Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist, ha concluso sottolineando che le indicazioni emerse dal Forum contribuiranno alla elaborazione di un documento che Agriturist proporrà al nuovo Governo. In particolare si chiederà una presenza stabile dell’agriturismo nelle strategie di promozione messe a punto dal Dipartimento per il Turismo, l’attivazione, presso il Ministero delle Politiche Agricole, dell’Osservatorio Nazionale dell’Agriturismo, e una armonizzazione dei sistemi regionali di classificazione, secondo quanto previsto dalla legge 96/2006.