“Un approccio convincente, per noi motivo di soddisfazione perché tiene conto di come il lavoro in agricoltura sia molto cambiato e dell’importanza che il settore ha nel creare occupazione, anche in tempi di crisi. Non c’è dubbio che il momento pratico dell’apprendimento rivesta un ruolo fondamentale nella formazione professionale e che tale momento debba essere curato in azienda, poiché proprio attraverso la diretta esperienza lavorativa nell’impresa si possono acquisire quelle professionalità che la parte teorica, da sola, non è in grado di fornire, specialmente in realtà particolari come quelle agricole”.
Così il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, al termine dell’incontro con le Regioni e le parti sociali a Palazzo Chigi, ha commentato la linea futura della formazione in Italia, indicata dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi.
Secondo le indicazioni del ministro il piano prevede una dotazione di 2 miliardi e mezzo di risorse disponibili nel 2010, una cifra aggiuntiva rispetto agli stanziamenti destinati agli ammortizzatori sociali. “Approviamo questo tipo di percorso – ha proseguito Vecchioni – e diamo al ministro Sacconi tutta la nostra disponibilità, non formale, ma sostanziale alla stesura delle linee guida di questo importante progetto per rilanciare il Paese”.
Tra le proposte messe a punto dal dicastero del Lavoro ci sono: una cabina di regia nazionale per la ricognizione del reale fabbisogno di competenze utili al mercato del lavoro per il 2010 attraverso le organizzazioni di categoria e gli enti bilaterali, consulenti e agenzie del lavoro; l’impiego diffuso dell'apprendimento; l’accesso dei disoccupati, soprattutto giovani, a tirocini di inserimento, corsi di formazione tecnico-professionali, contratti di apprendistato in impresa; reale avvio di accordi di formazione per il rientro anticipato dei cassintegrati; il rilancio dei contratti di inserimento per gli over 50.