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04/02/2010 
Ogm (Confagricoltura): su eventuali rischi valgono decisioni Ue e risultati della ricerca scientifica
“Noi sosteniamo il principio della libera scelta, peraltro ribadito in sede europea. Oltre a ciò, condividiamo quanto in Italia è stato sancito a più riprese dalla comunità scientifica”. Così, dalla Fieragricola di Verona, il presidente Confagricoltura, Federico Vecchioni, ha commentato le voci sulla presunta pericolosità di una tipologia di mais Ogm in via di autorizzazione in Italia.

Il mondo scientifico italiano si è infatti espresso compatto con due consensus document, il primo sulla sicurezza alimentare, il secondo sulla coesistenza tra le colture.

I documenti – spiega Confagricoltura - sono stati sottoscritti da 20 società scientifiche in rappresentanza di oltre 10 mila ricercatori. Nel 2004 il primo documento attestava la sicurezza degli Ogm nell’alimentazione umana e animale. Successivamente, nel 2006, un documento affermava che la coesistenza tra coltivazioni convenzionali, biologiche e geneticamente modificate è possibile, anche nel contesto agronomico italiano e senza significativi aumenti dei costi di gestione.

Una posizione, quella di attenzione verso la comunità scientifica confermata, ad avviso di Confagricoltura, dalla maggioranza degli italiani. Secondo un’indagine Ipsos realizzata pochi giorni fa sul rapporto tra consumatori e biotech, infatti, eminenti personalità della ricerca come il professor Umberto Veronesi e il premio Nobel Rita Levi Montalcini hanno avuto il massimo consenso di fiducia tra gli intervistati. Seguono a molte lunghezze gli esponenti della politica e i guru del cibo.

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