Il 21 luglio si è tenuto a Perugia, alla Sala dei Notari, il convegno “Agricoltura oltre la crisi” organizzato dalla Confagricoltura perugina. Al fianco del presidente provinciale Marco Caprai c'erano il presidente nazionale dell’organizzazione Federico Vecchioni, il presidente regionale Guido Vivarelli Colonna, il vice presidente della Regione Umbria e assessore alle politiche agricole Carlo Liviantoni, il vice sindaco del Comune di Perugia Nilo Arcudi, Denis Pantini di Nomisma e l’Europarlamentare Sergio Berlato.
Tema centrale del convegno è stata la necessità di una decisione pubblica che parta dall’Europa e che agevoli la produzione non solo nei paesi in via di sviluppo, bensì salvaguardi e incentivi l’agricoltura anche all’interno dell’Europa stessa. Conseguentemente saranno necessarie normative e leggi di settore a livello nazionale e regionale per regolamentare la produzione.
Nilo Arcudi, portando i saluti del neoeletto sindaco Wladimiro Boccali, afferma che “per superare la crisi bisogna ripartire dalla produttività”. Lo sviluppo sostenibile deve essere affiancato ai metodi più tradizionali in modo da preservare la bellezza dell’Umbria.
Caprai: liberalizzazione governata - Il presidente del sindacato perugino Marco Caprai mette l’accento sulla necessità di avere dal Parlamento Europeo e dalla nuova Commissione un segnale forte e chiaro in merito al fabbisogno alimentare. “La politica agricola della Comunità Europea deve riappropriarsi dei principi su cui è stato fondato il mercato comune. La liberalizzazione dei mercati se non accompagnata da interventi chiari di tutela della produzione interna produrrà conseguenze negative, probabilmente irreversibili.
Sono necessarie linee politiche chiare e nuove a tutti i livelli di governo e nel frattempo iniziative di sostegno reale ed immediato sia di settore che trasversali. Gli strumenti finanziari a disposizione debbono essere modificati con il primario compito di assicurare sostegno effettivo all’agricoltura.
Il settore, ora più che mai, sta vivendo una situazione drammatica di scarsa liquidità. Gli investimenti nel nostro settore hanno ritorni di medio e lungo periodo, se non lunghissimo, pertanto risponde a modelli diversi da quelli degli altri settori.
Manca a questo punto il credito specialistico, negli anni riassorbito dal sistema ordinario del credito che per la gran parte ha perso la professionalità necessaria per comprendere il settore. Si sente la necessità di rafforzare il rapporto degli istituti di credito con il tessuto economico locale e le sue specificità.
Accanto a questo non si deve dimenticare il progressivo prolungamento dei tempi tra la presentazione di domande di premi e contributi, partendo dai pagamenti diretti, al momento in cui avviene l’effettiva erogazione delle risorse. Tutti elementi che spiegano quella carenza di liquidità prima citata.
Se si intende, dunque, sostenere lo sviluppo di una agricoltura professionale, moderna, organizzata è giunto il momento di iniziare a ragionare sull’utilizzo delle risorse nel modo più adatto allo sviluppo dell’impresa e studiare sistemi di credito specifici.”
Vivarelli Colonna: superare la crisi con il lavoro di squadra - Il presidente regionale Guido Vivarelli Colonna dichiara che “per superare la crisi c’è bisogno della collaborazione di tutti perché le migliori iniziative arrivano dal lavoro di squadra”. Altro tema molto caro ai relatori del convegno è l’importanza della coltivazione del tabacco in Umbria, che, secondo il presidente regionale, non è sostituibile con altre colture.
Ha parlato di tabacco anche l’On. Berlato che, in Parlamento Europeo dal 1999, si è battuto affinchè il tabacco venisse considerato al pari di tutte le altre colture. Berlato sottolinea ancora una volta come l’attività agricola non possa essere considerata secondaria in Europa perché tutt’oggi è fonte di occupazione e risvolti positivi nella tutela dell’ambiente. L’europarlamentare affronta anche il problema della fauna selvatica che è dannosa per le coltivazioni e per cui occorre pensare a degli strumenti di gestione.
Denis Pantini focalizza il suo discorso sul futuro e sui provvedimenti da prendere a partire dal 2013. In particolare “l’Europa deve sostenere la produzione interna salvaguardando anche le risorse naturali”. In Umbria l’agricoltura è focalizzata su alcune produzioni estensive, contrariamente a quello che potrebbe sembrare. Infatti le produzioni differenziate, come ad esempio vino e olio, hanno incidenza marginale sul valore complessivo.
Anche l’assessore alle politiche agricole della Regione Umbria Carlo Liviantoni afferma che “la questione agricola è centrale perché c’è consapevolezza dell’agricoltore, della qualità del prodotto e del valore aggiunto che il sistema agricolo può dare”, ed è deciso a sostenere le imprese agricole.
Vecchioni: le imprese agricole sono innanzi tutto imprese - A chiudere i lavori è il presidente nazionale di Confagricoltura Federico Vecchioni che afferma “le aziende agricole vanno trattate allo stesso modo e devono ricevere gli stessi aiuti delle piccole e medie imprese, soprattutto in questo momento di crisi. L’agricoltura è economia del paese”.
Anna Kerekes
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