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12/03/2008 
Il presidente Vecchioni al convegno di Confagricoltura Piacenza. Sul tema degli OGM forte richiamo al mondo politico perché operi “scelte di lungo periodo”

Cliccando QUI si possono scaricare le relazioni presentate al convegno di Confagricoltura  Piacenza

Cliccando QUI si può visualizzare l''intervento del presidente di Confagricoltura Piacenza Pantaleoni

 

 

 

"La posizione di Confagricoltura sulle possibilità di utilizzo degli OGM è pragmatica e parte dal presupposto fondamentale che la miglior tutela sta nella conoscenza”: ha esordito così Federico Vecchioni, presidente nazionale di Confagricoltura, intervenendo ai lavori del convegno organizzato da Confagricoltura Piacenza.

Rispetto al tema degli OGM, ha chiarito, il mondo politico italiano si è adagiato su posizioni populiste, senza fidarsi della sua comunità scientifica. “Sono cambiati i Ministri dell’agricoltura, ma nessuno ha avuto il coraggio di indagare a fondo le possibilità offerte da queste tecnologie, né di operare scelte di lungo periodo. Nel frattempo però dalle nostre frontiere continuano ad entrare prodotti e materie prime ottenute attraverso l’utilizzo di OGM (soia e carne ne sono esempi molto concreti) ”.

Secondo Vecchioni serve, da un lato, un salto culturale, che permetta di vedere oltre la logica di breve periodo, mentre dall’altro va riconosciuto agli agricoltori un ruolo più importante “al quale la politica deve dedicare più del minimo spazio che i candidati alle prossime elezioni stanno concedendo nei loro programmi di governo”.

Il presidente di Confagricoltura ha inoltre spiegato di sentirsi indignato come produttore agricolo dal richiamo a “produrre qualità” con cui il mondo politico liquida le problematiche del comparto agroalimentare: “se la politica – ha tuonato tra gli applausi – sapesse esprimere la qualità che esprimono gli agricoltori, il nostro Paese avrebbe meno problemi”.

Il nostro Paese secondo Vecchioni non può ridursi ad essere produttore solamente di servizi, non può esservi solo turismo (con il massimo rispetto per gli imprenditori turistici), né l’agricoltura può diventare soltanto erogatrice anch’essa di servizi con l’imprenditore ridotto al rango di supergiardiniere. Serve ancora la produzione.

E proprio nell’ottica di integrazione – e non di sostituzione – dell’attività produttiva vanno viste tutte le attività di diversificazione del lavoro agricolo: dall’agriturismo, alle agroenergie.

Rispetto a quest’ultima tematica in particolare, il presidente di Confagricoltura ha chiarito come soprattutto per il comparto zootecnico, il fatto di produrre bioenergie possa essere di supporto all’ottimizzazione del percorso produttivo.

Infine due battute sull’attualità. Circa l’accordo pomodoro Vecchioni parla di un “buon lavoro”, ottenuto con un percorso di condivisione da parte di tutto il mondo agricolo, un’unità insomma rispetto alla quale siamo “impegnati perché diventi regola in ogni occasione”. All’immancabile domanda sulle quote latte e sulla loro tanto temuta abolizione, il presidente risponde, assicurando l’impegno dell’organizzazione a preparare gli allevatori al cambiamento previsto per il 2015.

C.M.

 

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