Una nuova alleanza tra produttori e distributori per migliori consumi di cibo: serve un new deal per l’alimentazione. Lo si è rimarcato in una tavola rotonda a Milano a cui è intervenuto il vicepresidente di Confagricoltura Mario Vigo. Mentre da diversi mesi si discute solo dei rincari delle materie prime e dell’inflazione dei prodotti alimentari, l’agricoltura italiana - ha rimarcato Vigo - si dibatte tra aumento dei costi e flessione dei prezzi all’origine dei prodotti.
Ad avviso del vicepresidente confederale bisogna evitare inutili allarmismi sui rincari (che finiscono per deprimere ancora i consumi con un pericoloso effetto emotivo);ed occorre evitare confusione sul reale andamento dei prezzi e dei redditi degli agricoltori.
Le ultime rilevazioni Ismea dimostrano che, rispetto allo scorso anno (agosto 2008 rispetto ad agosto 2007) i prezzi all’origine dei prodotti agricoli italiani sono aumentati in media solo del 2,8 per cento mentre i costi sono cresciuti di quasi il 10%. Anche per i cereali - ha ricordato Mario Vigo - praticamente i prezzi si collocano sui valori dello scorso anno, senza apprezzabili incrementi e con un vero e proprio crollo delle quotazioni di frumento e mais evidenziabile anche graficamente (v. allegato).
Quindi una sottolineatura sul "new deal" per l’alimentazione tra produzione distribuzione e consumo evocato nel titolo di della tavola rotonda: "Noi di Confagricoltura ci stiamo provando da tempo, intessendo rapporti diretti con l’industria alimentare (ad esempio con l’accordo con il Pastificio Amato) e la Gdo con cui siamo in diretto contatto.Iniziative come queste – ed in prospettiva tutta Milano Expo 2015 – possono senz’altro contribuire in maniera decisiva a questo obiettivo".