Sono Paesi lontani e difficili da raggiungere, ma rappresentano mercati emergenti dalle interessanti prospettive di crescita: ecco perché Confagricoltura organizza a Vinitaly (dal 2 al 6 aprile a Verona) incontri one-to-one tra produttori italiani e buyer di Corea del Sud e Kazakistan, in un’ottica di internazionalizzazione delle imprese agricole del Belpaese. Saranno 25 le aziende vitivinicole italiane e 15 i buyer e gli esperti dei due Paesi partecipanti, pronti a realizzare oltre 300 appuntamenti bilaterali. Gli incontri si terranno direttamente presso gli stand delle stesse aziende, secondo un calendario redatto in collaborazione con gli Uffici ICE di Almaty e Seoul, con i quali viene organizzato l’intero progetto, e attraverso una preventiva azione di matchmaking, in base alle caratteristiche peculiari dei prodotti delle singole aziende.
In Kazakistan la tradizione del consumo del vino è molto antica. La storia moderna della vinificazione comincia nel 1930, nelle fattorie statali delle zone più vocate nel sud del Paese. Dei 22.000 ettari vitati, esistenti nel 1976, ne rimangono attualmente circa 15.000, nei quali sono coltivate varietà per lo più locali. Le importazioni di vini e spumanti nel Paese sono andate aumentando in modo significativo negli ultimi anni; in particolare, il 2006 e soprattutto il 2007 hanno registrato una notevole crescita del volume degli alcolici importati, grazie allo sviluppo dell’edilizia residenziale, alla crescita del reddito pro-capite ed all’evoluzione del sistema finanziario che ha incentivato la concessione di crediti ipotecari e di consumo. Secondo i dati forniti dall’Istat, le esportazioni italiane di vino e spumanti permangono in aumento nel 2008, anche se per quanto riguarda il volume e non per il valore. La maggior parte delle importazioni di vini e spumanti in Kazakistan proviene dai Paesi CSI (nove Paesi ex URSS), ma tra gli altri Paesi del mondo i principali fornitori di vino sono la Francia e l’Italia, nel 2007 rispettivamente con il 4,8% ed il 7,6% del volume totale importato dal Paese, ma con un valore a favore della Francia.
Per quanto riguarda la Corea del Sud, le Olimpiadi del 1988 ed il grande cambiamento del mercato agroalimentare, con l’apertura di molti ristoranti occidentali, hanno determinato un incisivo mutamento nelle abitudini alimentari dei coreani, condizionando in positivo anche la cultura del vino - del quale i coreani sono da sempre estimatori. Le importazioni di vino dall’Italia durante i primi undici mesi del 2008 sono aumentate del 30%, registrando la più alta crescita fra i principali Paesi fornitori, con una quota di mercato superiore al 14,3% dopo la Francia (39,8%) ed il Cile (17,3%) e superando i vini californiani ed australiani. In valore le importazioni di vini italiani sono cresciute di venti volte nell’ultimo decennio.
Negli anni scorsi Confagricoltura ha organizzato nella cornice di Vinitaly incontri tra produttori italiani e buyer in arrivo da Messico, India, Estonia, Lituania, Polonia, Ucraina. Nei prossimi mesi inoltre sono in programma nuovi incontri tra aziende del settore agroalimentare made in Italy e operatori stranieri di Lituania e Germania.