“Confagricoltura è un’Organizzazione storicamente laica e liberale. La nostra azione è figlia della nostra cultura. Non chiediamo modelli precostituiti, dogmi, aiuti; vogliamo semplicemente che agli imprenditori vengano offerti gli strumenti per competere. Rimarchiamo la funzione della rappresentanza che agisce propositivamente, ma rispettando i ruoli, nei confronti della politica”. Lo ha rimarcato il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni, aprendo i lavori del Comitato Direttivo dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli, allargato ai rappresentanti della filiera agroalimentare, a cui è intervenuto Giancarlo Galan, alla sua prima uscita pubblica nella veste di ministro per le Politiche agricole.
Federico Vecchioni, nell’intervento introduttivo, ha voluto rimarcare l’impegno dell’Organizzazione a creare un clima coeso e costruttivo della filiera agroalimentare in tutte le sue componenti, compreso il mondo del lavoro. “L’obiettivo – ha detto - è la redditività delle imprese agricole e della filiera, che porta benefici e ricchezza non solo agli imprenditori ma anche ai lavoratori ed al sistema Paese”.
Per Confagricoltura sono intervenuti quindi i rappresentanti del Nord (Franco Bettoni), Centro (Guglielmo Garagnani) e Sud (Paolo Leccisi) dell’Italia, che hanno evidenziato le priorità per il mondo agricolo.
Da Confagricoltura sono arrivate precise richieste: di rigore sul tema delle quote latte (per non favorire la concorrenza sleale verso i produttori onesti e sterilizzare i tentativi di alcuni di dare credito e opportunità ai disonesti); di rilancio del sistema allevatoriale superando il monopolio dell’Aia ed aprendo a servizi moderni e innovazioni tecnologiche; di valorizzazione dell’italian sounding con interventi di sostegno e promozione; di attenzione alle tematiche del biotech facendo parlare la ricerca, la sperimentazione, la scienza e non l’ oscurantismo ideologico.
In primo piano anche le disfunzioni di Agea (a livello nazionale e territoriale) che non permette i pagamenti dei sostegni europei ai produttori agricoli in modo tempestivo ed omogeneo. Proprio per questo i Centri di assistenza Agricola facenti capo a Confagricoltura non hanno firmato la convenzione con Agea, attendendo chiarimenti ed una necessaria inversione di rotta dell’ente pagatore.
In evidenza anche i problemi dei settori in estrema difficoltà (come quelli bieticolo-saccarifero e tabacchicolo). E’ necessario poi che non vadano persi i fondi europei per lo sviluppo agricolo. La fiscalizzazione degli oneri sociali, che scade a luglio prossimo, va stabilizzata.
“Siamo innamorati del confronto delle idee - ha detto in conclusione il presidente Vecchioni a Giancarlo Galan -. Ministro Le offriamo un confronto leale in un clima costruttivo”.