Semplificazione, efficienza, sostenibilità e trasparenza. E’ quanto chiede Confagricoltura per modernizzare il sistema-lavoro agricolo, che è stato caratterizzato, da oltre un decennio, da immobilismo, arretratezza, storture e disfunzioni, che hanno inciso sulla competitività delle imprese e sulla occupazione, ampliando il gap rispetto agli altri partners europei.
In questo senso significativi passi in avanti sono stati fatti, ma molto resta ancora da fare. Innanzitutto su quattro capitoli di primaria importanza.
Oneri previdenziali e assicurativi
Confagricoltura chiede due interventi urgenti:
- rendere strutturali le misure della legge 81/2006, che scadranno il 31.12.2008, e che hanno garantito il riequilibrio con gli altri Paesi della Ue.
- incidere sugli oneri previdenziali per le imprese soggette a contribuzione ordinaria, che si trovano in una situazione di forte svantaggio competitivo, assolutamente ‘fuori mercato’ e complessivamente superiore agli altri settori produttivi.
Confagricoltura ricorda che il lavoro prestato presso queste imprese è, in termini di giornate, più di un quarto del totale. Concentrato in quattro regioni: Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto, e costituito in gran da rapporti a tempo indeterminato, o comunque strutturati.
Lavoro stagionale
Confagricoltura conferma la richiesta, da tempo avanzata, di applicare ai lavori stagionali agricoli, a cominciare dalla vendemmia e dalle raccolte, il regime previsto dalla legge Biagi per i lavori occasionali.
L’adozione di un simile sistema avrebbe molteplici effetti positivi, sui costi e sugli adempimenti a carico dei datori di lavoro, ma anche sulle garanzie per i lavoratori e sulla stessa emersione.
Semplificazione
Il terzo capitolo, non certo per ordine di importanza, è quello della semplificazione, che non riguarda, peraltro, soltanto il lavoro, ma investe a 360 gradi l’intero campo di attività delle imprese.
Occorre incidere sulla quantità e la complessità degli adempimenti richiesti alle aziende per la gestione dei rapporti di lavoro: tra domande, comunicazioni, registrazioni ed adempimenti vari, una quindicina per i lavoratori di nazionalità italiana, oltre venti per gli extracomunitari. Senza contare quelli in materia di igiene e sicurezza sul lavoro e di privacy.
Gestione della previdenza agricola
L’Inps non ha ancora raggiunto la necessaria e completa efficienza nella gestione della previdenza agricola.
E’ urgente, a parere di Confagricoltura, riorganizzare e rafforzare l’area agricola dell’Istituto, dando vita ad una specifica direzione generale, articolata sul territorio, al fine di consentire l’indispensabile superamento delle disfunzioni e dei loro ben noti effetti sul sistema.