«L'agricoltura biologica ha mantenuto, anche in questi anni di crisi economica, una stabilità e una crescita positiva ed oggi non va più considerato un settore di nicchia; molte imprese bio ortofrutticole, vitivinicole, olivicole, zootecniche hanno fatto investimenti importanti, si occupano anche della lavorazione industriale e puntano ad una produzione dai grandi numeri e ad una presenza più incisiva nella GDO e sui mercati esteri». Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi alla vigilia dell’inaugurazione del Sana, il Salone internazionale del naturale, che si tiene a Bologna da domani 8 all’11 settembre.
«Il bio è uno di quei settori in cui si può dire senza timori che “grande è bello” - ha aggiunto Mario Guidi -. I consumatori anche all’estero, guardano con interesse crescente a questo comparto, che deve essere in grado di soddisfare le attese e le richieste in aumento. Le aziende devono cogliere le opportunità che si aprono all’estero. L’agricoltura made in Italy è sempre stata apprezzata per la qualità, la bontà dei suoi prodotti, deve esserlo sempre più anche per quelli biologici».
Confagricoltura è presente al Sana con uno stand istituzionale che si qualifica come punto d’incontro tra le aziende associate ed i buyer stranieri, proprio nell’ottica di puntare sull’export dei nostri prodotti bio.
Il Rapporto Sinab (il sistema d’informazione nazionale sull’agricoltura biologica, istituito al ministero delle Politiche agricole) fotografa un comparto che, sulla base dei dati forniti dagli organismi di certificazione, può contare su poco meno di 48 mila produttori che hanno convertito a bio una superficie di circa 1.114.000 ettari (rilevamento 2010). Molte aziende stanno inoltre avviando l’attività di trasformazione diretta che garantisce maggiore valore aggiunto (+22%).