Dopo quasi 18 anni è stata riformata la legge 164/92 sui vini DOC ed IGT, un testo fondamentale per il settore vitivinicolo italiano. Confagricoltura accoglie positivamente l’approvazione della riforma, che giudica necessaria e non più procrastinabile.
"La vecchia legge ha favorito la riqualificazione delle produzioni DOC ed IGT ma - rileva Confagricoltura - non ha potuto evitare nel lungo periodo una proliferazione di denominazioni ed un conseguente appiattimento del sistema".
Oltre che ad assorbire le direttive comunitarie su DOP e IGP, la riforma è stata anche l’occasione per discutere di efficacia del sistema e, nel dettaglio, di rettifica delle dichiarazioni, di controlli, di ruolo dei consorzi e di sanzioni.
"Il nuovo Dlgs - sottolinea l'Organizzazione degli imprenditori agricoli - introduce alcuni degli elementi di semplificazione, come da noi richiesti, ma non riesce completamente nell’intento generale di rilanciare l’efficacia della Legge 164/92 rispetto alle attuali esigenze dei produttori".
Confagricoltura fa poi presente come molti temi importanti siano stati rimandati ai successivi decreti attuativi, come le semplificazioni del sistema di controllo e la rivisitazione del sistema sanzionatorio; di fatto sono state solo accennati nel l’articolato ma non approfonditi.
"La delega che il Governo ha ottenuto per riformare la legge da un lato - spiega Confagricoltura - ha consentito di agevolare il percorso di riforma già tentato, senza successo, in passato; dall’altro però, con il vincolo di definire il procedimento entro sei mesi, non ha consentito di discutere ed elaborare con maggiore dettaglio alcune sezioni fondamentali".
Confagricoltura non esprime però una valutazione complessiva sull’efficacia del provvedimento: "E' vincolata al perfezionamento del quadro normativo; l’emanazione dei decreti attuativi è urgente ed è un fondamentale complemento al testo.
"Dopo 18 anni è stata finalmente riformata la base normativa ma c’è ancora da lavorare - conclude Confagricoltura - . E’ fondamentale agevolare il lavoro dei produttori e fare in modo che possano operare sul mercato con un prodotto qualitativamente valido e competitivo dal punto di vista economico".