Una campagna di sensibilizzazione sulle biotecnologie con gli agricoltori e con il mondo accademico, e scientifico, affrontando anche le questioni etiche. E’ la proposta di Confagricoltura lanciata dal presidente Federico Vecchioni a Trieste al convegno “Emergenza alimentare: Ogm si o no?” .
“D’ora in poi - ha detto - non parlerò più di organismi geneticamente modificati, ma di organismi geneticamente migliorati.”
Per il presidente di Confagricoltura c’è bisogno di un dialogo nuovo sul tema del biotech “basta con i favorevoli e i contrari, confrontiamoci su solide basi scientifiche e informiamo correttamente i cittadini”.
Il messaggio del presidente Vecchioni è rivolto anche al mondo dei media: “mentre chi è apertamente contrario alle biotecnologie trova spazio in tutte le sedi, io incontro fredda accoglienza, o interlocutori con posizioni precostituite”. Per questo Confagricoltura pensa ad una campagna di sensibilizzazione.
Confagricoltura propone anche la creazione di un “panel” nazionale di esponenti autorevoli del mondo della ricerca e delle Istituzioni. Una sede dove affrontare in modo aperto e senza pregiudizi il tema delle biotecnologie. Magari finanziando anche progetti di ricerca.
Inoltre sul fronte del diritto alla coltivazione è urgente, per Confagricoltura, che si varino quanto prima, anche da parte delle Regioni, le norme di coesistenza tra “transgenico e coltivazioni convenzionali”.
“Il quadro politico è mutato – ha continuato il presidente -. Il governo, con le dichiarazioni prima di Berlusconi, poi di Frattini e ieri con Urso al Wto, la pensa in modo nuovo sul biotech, almeno per quanto si riferisce alla ricerca applicata in campo. C’è quindi l’opportunità di dare voce agli agricoltori e al mondo scientifico per portare avanti un messaggio diverso sulle biotecnologie”.