Sebbene la crisi continui a colpire duramente tutto il comparto zootecnico nazionale, qualche segnale positivo arriva in queste settimane dalle vendite degli agnelli sardi a marchio IGP.
Le quotazioni all’origine si sono attestate sopra ai quattro euro al chilo, un prezzo - fa presente Confagricoltura - superiore a quello registrato nelle settimane natalizie del 2008 e che, se confermato, dimostrerà il forte potere di aggregazione e di penetrazione commerciale del Consorzio di tutela dell’agnello di Sardegna. Sono, infatti, enormi le potenzialità offerte dalle greggi sarde, che potrebbero assicurare al mercato oltre 1 milione e 500 mila agnelli IGP, grazie anche alle misure previste dall’applicazione dell’articolo 68 del Reg. Ce 73/2009 sulla qualità delle produzioni ovicaprine.
Allo stesso tempo rimane assai problematico il mercato del latte ovino. E per la nuova campagna sono ancora timidi i segnali di dialogo tra gli attori della filiera.