In momenti di crisi economica, di incertezze e paure, l’agricoltura può essere, al contrario, un elemento di certezza e di stabilità. Lo hanno rimarcato a Lodi il presidente ed il vicepresidente di Confagricoltura Federico Vecchioni e Mario Vigo all’assemblea degli agricoltori milanesi e lodigiani.
.“Occorre avere consapevolezza della crisi in atto ed intervenire con politiche adeguate - ha detto Mario Vigo che è anche presidente di Confagricoltura Milano e Lodi - Non trascurando l’agricoltura e le sue imprese ‘dimenticandosele’ quando si fanno le manovre economiche e le finanziarie. In questa congiuntura negativa, occorre puntare di più e non di meno sul settore primario, che mostra di tenere meglio delle altre attività economiche”.
“Il ministro Tremonti, al nostro Forum di Taormina, ha parlato della crisi finanziaria, dicendo che occorrerà immaginare una forma di governo della finanza mondiale. E noi - ha sottolineato il presidente Vecchioni - abbiamo collegato questo tema all’agricoltura, ritenendo che essendo l’agricoltura la ‘madre’ dell’economia reale, sia giusto immaginarsi anche un procedimento di governo e di coordinamento del “settore primario”.
“Si sta discutendo di coordinamento delle istituzioni mondiali nel campo della finanza per evitare nuove crisi; però si sta discutendo poco di ‘coordinamento dell’economia reale’, dove l’agricoltura ha e deve mantenere un ruolo centrale - ha detto Federico Vecchioni -. Non si tratta di avere una nuova Opec (la Russia tempo fa aveva invocato una “Opec del grano”) ma quelle regole comuni che consentano un’evoluzione armonica delle produzioni e dei mercati, senza squilibri domanda/offerta e quindi nelle quotazioni”.
In caso contrario – ha rimarcato il presidente nazionale di Confagricoltura – si affronteranno ogni volta solo parzialmente i problemi alimentari del pianeta: ora – con la Fao e le altre istituzioni romane (per risolvere la piaga della fame del mondo); ora invece a Ginevra (per discutere della liberalizzazione degli scambi in ambito Wto); ora ancora in sede di Banca Mondiale (pianificando lo sviluppo dell’agricoltura nei Paesi meno avanzati).
“Tutti questi elementi vanno invece affrontati in maniera coordinata – ha concluso Federico Vecchioni - magari partendo dal ‘nocciolo duro’ dei Paesi che compongono il G8 ‘a geometria variabile’ che si riunisce a Treviso, ma con la consapevolezza che sono tutte parti di un medesimo obiettivo da conseguire: il rilancio dell’agricoltura come parte essenziale dell’economia mondiale (il 6% del Pil del pianeta in media) e fattore cruciale dell’approvvigionamento del cibo”.