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18/04/2010 
Confagricoltura oggi in tutta Italia a “Le piazze del bio” l’evento nazionale più importante per il mondo del biologico
 

Oggi in venti piazze delle principali città italiane, cuore da sempre dell’attività dei nostri Comuni, i cittadini possono gustare sapori naturali e conoscere i vantaggi del biologico per la salute e l’ambiente. All’evento, promosso dal ministero delle Politiche agricole, partecipa anche Confagricoltura con i suoi produttori.

Una vetrina importante per un settore che è in rapida espansione, con più di un milione di ettari dedicati e 49.654 operatori, di cui: 42.037 produttori; 5.047 preparatori (comprese le aziende che effettuano attività di vendita al dettaglio); 2.324 che effettuano sia attività di produzione che di trasformazione; 51 importatori esclusivi; 195 importatori che effettuano anche attività di produzione o trasformazione.

I principali orientamenti produttivi, ricorda Confagricoltura, interessano foraggi, prati e pascoli, e cereali, che nel loro insieme rappresentano il 70% circa della superficie ad agricoltura biologica. Segue, in ordine di importanza, l’olivicoltura. Per le produzioni animali, distinte sulla base delle principali tipologie produttive, i dati evidenziano un generale incremento del numero di capi allevati con metodo biologico.

“Le piazze del Bio” sono un’occasione importante per questo settore, per farsi conoscere dai consumatori e uscire dalla “nicchia” in cui spesso viene relegato.

Il sistema italiano del biologico, spiega Confagricoltura, vive, infatti, ancora in una condizione di nanismo. La nostra produzione deve accrescere i propri volumi per soddisfare l’aumentata richiesta da parte dei trasformatori e dei consumatori.

Gli indicatori economici, anche in un periodo di crisi come questo, dimostrano l’interesse per questo settore. Più prodotto italiano vuol dire più sicurezza alimentare e certezza di qualità per il consumatore. E benefici per l’ambiente che derivano da un uso più sostenibile del territorio.

La certificazione della produzione è, a parere di Confagricoltura, fondamentale per la libera circolazione delle merci in Europa e nel mondo, ma non deve rappresentare un costo eccessivo, sia in termini burocratici che economici.

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