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19/04/2010 
Il direttore generale di Confagricoltura Bianco al seminario PD: “la crisi si supera sostenendo le imprese”
 

“Bisogna attivare politiche e sostegni che vadano al di là degli ammortizzatori sociali. E’ il momento di puntare sulle imprese, prevedendo con urgenza una serie di provvedimenti e sostegni che pongano le basi per la crescita; solo così si crea occupazione e si rilancia il made in Italy sui mercati”. Lo ha rimarcato il direttore generale di Confagricoltura, Vito Bianco, al seminario del PD “Andare oltre la crisi”.

“La situazione di crisi in atto che pesa ancora notevolmente sulle imprese agricole – ha ricordato il direttore generale della Confagricoltura - è figlia di scompensi passati. Dal 2000 ad oggi, i prezzi dei prodotti agricoli franco azienda sono aumentati di solo l’8% mentre i costi sono lievitati del 30%. La crisi in agricoltura è dovuta alla doppia penalizzazione dei prezzi all’origine in diminuzione  e dei costi in aumento. Il reddito degli agricoltori italiani è calato, in termini reali, di oltre il 20%”.

La strategia anticrisi di Confagricoltura punta nel breve periodo a far sì che vengano ripristinate le condizioni di redditività. Per quanto riguarda i sostegni nell’immediato il direttore generale di Confagricoltura ha chiesto che vengano ripristinate e stabilizzate le agevolazioni previdenziali per le aree montane e svantaggiate in scadenza a fine luglio 2010. E poi quelle per le accise relative al gasolio per riscaldare le coltivazioni sotto serra.

Quindi si è soffermato sui fondi destinati ai piani di sviluppo rurale e sulla criticità di spesa delle Regioni, che non può penalizzare le imprese. Bianco ha ricordato come, entro fine anno, rischiano di essere restituiti a Bruxelles 700 milioni di euro di fondi comunitari per lo sviluppo rurale, che attiverebbero una spesa pubblica complessiva di 1,3 miliardi di euro con il cofinanziamento nazionale. “Oltre a velocizzare le procedure di erogazione, vanno previste da subito eventuali contromisure”.

Nel medio lungo termine occorrerà una strategia più complessa che migliori la competitività  nei confronti dei concorrenti stranieri. Non a caso, in questo periodo, ha sofferto l’export dei prodotti di punta dell’agroalimentare italiano.

E sarà necessario impegnarsi nella ricerca e nell’innovazione, collegandole all’attività di impresa.  

“Il sostegno alla ricerca, al di là della nostra posizione sulle biotecnologie, va potenziato - ha ammonito Vito Bianco -. E’ essenziale per progredire, per evolvere nei processi produttivi e nei prodotti”.

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