In base alle rilevazioni Istat, le esportazioni dei prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca verso I Paesi extra-europei nel mese di marzo 2008, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, sono aumentate dell’8,2%. Un risultato che viene considerato da Confagricoltura davvero eccellente.
In particolare, si registrano segnali di consolidamento per una migliore affermazione sui mercati dei paesi europei, non rientranti nella UE (+16,6%), per l’area OPEC (+ 15,6%), per la Cina (+78,6%) e per il Giappone (+14,6%).
E’ in atto – ad avviso del presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni - una ristrutturazione del settore con aggregazioni fisiche ed economiche, che consentono di migliorare la concentrazione delle produzioni. Ormai il 27% delle imprese, su un totale di 1,8 milioni, rappresentano il 66% della produzione ed il 71% del valore aggiunto, con una occupazione del 90% del lavoro dipendente.
“C’è insomma – prosegue Vecchioni - uno zoccolo duro di imprese leader che, non ha paura della globalizzazione, che esporta e afferma il made in Italy agricolo nel mondo puntando sull’eccellenza e sulla qualità. Questa realtà significativa e specializzata ha bisogno di strumenti innovativi per continuare a crescere”.
In questa prospettiva, occorre, tuttavia, fare attenzione al mercato dei prodotti agricoli trasformati che ha presentato a marzo un rallentamento, rispetto alla buona performance dei mesi precedenti.
Cedimenti si sono verificati per le esportazioni verso il mercato USA (- 4,6%), nostro partner più importante, anche se, in parte, vi è stata una compensazione sui mercati di altre aree, quali l’OPEC (+12,2%) e la Russia (+7,1%). E’ necessario, pertanto, tutelare la presenza dei nostri prodotti sui mercati di sbocco tradizionale, cercando, nel contempo nuovi aree di penetrazione.