La crisi sta incidendo negativamente sugli scambi mondiali anche se si iniziano a vedere i primi timidi segnali di ripresa. Per l’agroalimentare italiano, però, la situazione è meno pesante che per gli altri settori. E’ questo il commento della Confagricoltura ai dati diffusi oggi dall’ICE.
Il calo delle esportazioni, nei primi cinque mesi dell’anno, per l’agroalimentare è infatti inferiore a quello registrato per altri settori, tutti abbondantemente “a due cifre”. Con l’unica eccezione dei prodotti farmaceutici, caratterizzati da una domanda estremamente rigida.
Confagricoltura fa notare anche che l’agroalimentare italiano “tira” più di quello europeo.
Mentre l’Europa peggiora la sua posizione, l’Italia, pur contraendosi sia import che export, mantiene comunque una performance positiva.
Nel primo trimestre dell’anno, per l’Europa l’export è calato più dell’import (-12% contro -9%) ed il deficit è aumentato. Per l’Italia l’import agroalimentare è diminuito più o meno della stessa entità, ma le esportazioni hanno subito una flessione molto più contenuta. Ed il deficit è diminuito non aumentato.
Questa tendenza è evidente anche nei dati più aggiornati dell’import-export agroalimentare nazionali. A maggio il calo dell’export è sempre inferiore a quello dell’import.