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24/06/2008 
Il presidente nazionale Vecchioni all’assemblea di Confagricoltura Arezzo: una nuova politica a favore dei giovani agricoltori. Il consorzio “Etrusca Farm” per favorire l’export delle imprese aretine
 
«In una provincia come quella aretina dove è prevalente l’attività zootecnica di allevamento da carne ed il vivaismo, non si può non citare i problema dei rincari dei mezzi di produzione. L’aumento dei prezzi dei cereali, infatti, si sta ripercuotendo pesantemente sulla convenienza degli allevamenti. Così come il “caro petrolio” sta incidendo negativamente su tutti i comparti, in particolare quelli florovivaistici». Lo ha rimarcato il presidente nazionale della Confagricoltura, Federico Vecchioni, intervenendo all’assemblea degli agricoltori associati a Confagricoltura Arezzo, che si è aperta con la relazione di Antonio Tonioni.

Vecchioni  ha evidenziato i dati di Ismea da cui emerge come  i costi di produzione siano aumentati, rispetto al 2000, del 29%, con punte del 61% di aumento per i fertilizzanti (+81% per i fosfatici e +78% per i concimi azotati), 40% per l’energia elettrica e 41% per i mangimi. Solo nell’ultimo anno il costo per l’acquisto dei mangimi è aumentato del 21%.

«Occorre una politica agricola nazionale che si faccia carico di alleviare questi rincari anche perché le quotazioni sono in costante calo e, mentre l’aumento dei costi tende a consolidarsi (il prezzo del petrolio al barile non accenna a diminuire) le quotazioni delle materie prime agricole sono in flessione (meno 3%) il calo medio dei prezzi agricoli all’origine a maggio 2008 rispetto ad aprile; per i cereali -5,6%, per l’ortofrutta fresca -7/8%)».

Quindi il presidente di Confagricoltura ha sollecitato una politica a favore dei giovani agricoltori. Richiamandosi ai dati di una recente relazione al Parlamento, da cui è emerso che oltre il 50% delle aziende comunitarie è condotta da agricoltori con più di 55 anni, mentre il 25% dei conduttori ha più di 65 anni. Gli agricoltori con meno di 35 anni in tutta Europa  sono appena il 7,6% del totale.

«Occorre ringiovanire la classe imprenditoriale agricola, ma vanno ripensati gli strumenti – ha rimarcato Federico Vecchioni –. In tal senso va ripensato il premio del “primo insediamento”, legando questo incentivo alla presentazione di un “business plan” credibile dell’impresa».

 Il presidente di Confagricoltura Arezzo Antonio Tonioni, dal canto suo, ha sottolineato la propensione all’export delle imprese associate e l’impegno dell’Organizzazione nel supportarle nell’attività l’internazionalizzazione. In tale ottica è importante l’esperienza avviata con il Consorzio “Etrusca Farm” «che si occupa per conto delle imprese - che, si noti  bene, conservano ognuna la propria identità ed il proprio marchio - dei rapporti con l’estero per fiere, mostre, marketing  e ricerca di finanziamenti per l’export».

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