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25/01/2008 
Ogm: Vecchioni (Confagricoltura), manca un approccio aperto e scientifico. Tenetere conto delle esigenze di approvvigionamento
 

“Importeremo sempre più mais e questo nuovo import, fatalmente, anche per l’evoluzione delle produzioni geneticamente modificate nel mondo, sarà sempre più GM, rendendo sempre meno probabile la possibilità di realizzare filiere basate sulle produzioni convenzionali”. E’ questa l’inevitabile conclusione del presidente della Confagricoltura Federico Vecchioni, a fronte dello scenario descritto dal Rapporto Nomisma “Ogm ed approvvigionamento di mais nel medio periodo: criticità ed opportunità del caso italiano”, presentato oggi in Confagricoltura.

Vecchioni ha ricordato che le superfici coltivate ad Ogm aumentano nel Mondo ma anche nell’Ue. E che Bruxelles recentemente ha accelerato sulle autorizzazioni degli Ogm, però per il solo utilizzo alimentare e mangimistico, a scapito di quelle per la coltivazione.

In Europa, le semine sono aumentate, anche se l’unica coltivazione autorizzata è di fatto solo un tipo di mais resistente alla piralide; che si va peraltro diffondendo in vari Paesi (non in Italia dove permane il divieto generalizzato di coltivazione) ed ha ormai raggiunto i 110 mila ettari (v. tabella), con una crescita del 60% rispetto ai 68 mila ettari del 2006.

“Siamo quindi in una situazione che ha del paradossale –ha detto il presidente Vecchioni-.

Mentre si possono utilizzare per fini diversi i prodotti Ogm importati, la coltivazione a livello europeo è fortemente limitata - anche se l’interesse degli agricoltori è dimostrato dall’aumento degli ettari investiti - e, per l’Italia, impedita del tutto”.

 Confagricoltura confida che non si prosegua in maniera così sbilanciata. Si accentuerebbe, infatti, quel paradosso per cui gli agricoltori europei non possono utilizzare innovazioni tecnologiche di cui invece i propri competitors a livello mondiale dispongono. Mentre devono subire l’importazione di prodotti che essi non possono coltivare.

 Sullo sfondo di tale evidente sperequazione, Confagricoltura evidenzia la mancanza di un approccio pienamente scientifico e non ideologico in materia di Ogm che fatica ancora ad affermarsi.

 “Il blocco della sperimentazione è veramente grave – ha sostenuto il presidente Vecchioni - l’assenza di ricerca diminuisce la capacità di innovazione delle imprese e ne deprime i risultati produttivi ed economici”.

 In materia di Ogm Confagricoltura crede che vada ascoltata di più la voce del mondo della scienza e meritino di esserne sostenute le posizioni ed i vari appelli che da anni si sono succeduti. Rispettando anche, e sino in fondo, le procedure comunitarie che si basano sul principio di precauzione e su valutazioni scientifiche indipendenti.

 “C’è bisogno di un approccio laico ed aperto – ha concluso il presidente Vecchioni - senza pregiudizi, che valuti senza timori, e appunto sul piano scientifico, le possibili conseguenze dell’introduzione di queste coltivazioni”.

Ettari Ogm in Europa - 2007 (Fonte: elaborazioni Nomisma)

Paese

Ha

Spagna

75.000

Francia

25.000

Portogallo

4.500

Repubblica Ceca

3.000

Germania

2.000

Polonia

300

Slovacchia

30

Romania

30

Totale

109.860

 

 

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